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"Aiutateci qui è un macello". Negli alloggi di via Einaudi acqua piovana, muffa e topi. "Questa non è vita"

Nelle case popolari sopra l'Eurospin a Foggia vivono 15 famiglie. Dovevano essere sistemazioni provvisorie. Sono stati effettuati degli interventi di riparazione ma i problemi non sono stati risolti

Un anziano dorme con le bacinelle sul letto, in una casa l'acqua scorre nei mobili acquistati con tanti sacrifici, il corridoio si allaga ad ogni acquazzone, e il tetto è zuppo d'acqua. Sono disperate le 15 famiglie al civico 31 di via Einaudi a Foggia, che vivono sopra l'Eurospin. Dovevano essere alloggi temporanei, soluzioni provvisorie, in appoggio per "un annetto", si erano sentiti dire, e poi avrebbero avuto una casa, ma ci sono persone che vivono lì da otto anni. Da allora sono iniziate le assegnazioni. Alcune famiglie che prima occupavano quegli alloggi e sono state collocate altrove avevano già segnalato le infiltrazioni. Uscite loro ne sono entrate altre.

Carmen ha passato il lockdown in una casa senza balconi e senza luce naturale, perché le finestre affacciano tutte sul pianerottolo. Ci abita da due anni, prima non aveva una fissa dimora e si accontenta. Ma piove. "È un macello". L'unico accesso allo stabile è una scala antincendio, e una persona con problemi di deambulazione ha rischiato di cadere. "Questa non è vita, queste non sono case". Dovevano essere uffici, o locali commerciali. Ci sono disabili che vivono in pochi metri quadri, allettati, una ventina di bambini, soggetti affetti da patologie incompatibili con l'umidità. Le case sono buie, grondano acqua, i soffitti e le pareti sono pieni di muffa, spaccati dalle crepe.

"Abbiamo anche i topi che vengono a trovarci", aggiunge Carmen alla lista dei problemi. Sono stati effettuati degli interventi tampone sul tetto dal Comune, anche di recente, ma i rattoppi non bastano. "È diventato tutto giallo - racconta la donna e mamma - Ci hanno detto che il danno è grosso e la situazione è grave". L'acqua entra nelle caldaie e temono un cortocircuito, una già si è rotta. "Se succede qualcosa, facendo le corna, restiamo intrappolati qui dentro. Io ho paura".

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