Incendio al Gran Ghetto, si indaga sulla natura del rogo: 300 migranti hanno perso tutto, presto la tendopoli

Distrutti numerosissimi alloggi di fortuna (baracche, camper e roulotte) presenti su una superficie di circa un ettaro. La polizia scientifica ha repertato materiali utili ad accertare le modalità con le quali le fiamme si sono propagate. Raccolte testimonianze in ordine alla dinamica dei fatti

Incendio al Gran Ghetto

Proseguono le indagini della polizia al "Gran Ghetto" dei migranti, nei campi tra San Severo e Rignano Garganico, devastato da un incendio che, due notti fa, ha incenerito numerosissimi alloggi di fortuna (baracche, camper e roulotte) insistenti su una superficie pari a circa un ettaro.

Il personale della Polizia Scientifica ha effettuato i rilievi tecnici tesi ad accertare se l'incendio sia di matrice dolosa o accidentale. Sono stati effettuati diversi atti di documentazione fotografica e ricognitiva nonché di repertazione di materiali per accertare anche le modalità con le quali le fiamme si sono propagate. Sul posto è intervenuto anche personale di polizia giudiziaria del vicino Commissariato di Pubblica Sicurezza di San Severo che ha raccolto testimonianze in ordine alla dinamica dei fatti.

Particolarmente difficili si sono palesate le operazioni di soccorso avviate immediatamente dopo lo scoppio dell'incendio: è stata una notte di fuoco per gli equipaggi della Squadra Volante della questura di Foggia intervenuti per primi sul luogo e che hanno coadiuvato i vigili del fuoco dei comandi di San Severo e di Foggia impegnati nell'arduo compito di circoscrivere e di domare il vasto incendio alimentato da un vento insidioso.

Diverse le difficoltà incontrate dai soccorritori dovuti alla mancanza di indicazioni specifiche per raggiungere il sito e dal disastroso stato di manutenzione della strada rurale che conduce all'accampamento. Appena giunti sul posto, i poliziotti hanno dovuto allontanare diverse decine di migranti che hanno attorniato i mezzi dei vigili del fuoco impedendo loro di operare immediatamente. Le fasi di spegnimento sono state caratterizzate dal susseguirsi di numerose esplosioni dovute alle continue deflagrazioni di diverse bombole del gas con cui gli abitanti del luogo erano soliti riscaldarsi.

'Gran Ghetto', quel che resta dopo le fiamme: recuperate bombole a gas tra le lamiere fumanti

Il fumo, il fango, l'odore acre dei materiali combusti e gli occhi arrossati non hanno fermato i poliziotti che si sono subito preoccupati se ci fossero persone ferite o scomparse. Particolarmente drammatici sono stati alcuni minuti, quadno si è diffusa la notizia che non si avevano più notizie di un bambino di pochi anni che, per fortuna, è stato ritrovato poco dopo in una parte del campo non colpita dalle fiamme. Alla fine, il bilancio è stato di una sola persona ferita: una ragazza è dovuta ricorrere alle cure ospedaliere per ustioni giudicate guaribili in venti giorni.

Poi è iniziata la conta dei danni. Nell'incendio circa 300 persone hanno perso tutto. Non solo il tetto in cui abitavano ma anche effetti personali, soldi e documenti. La Questura di Foggia si è dichiarata immediatamente disponibile a fornire dei duplicati dei permessi di soggiorno in corso di validità in favore di coloro che lo hanno perso nelle fiamme. A fine mattinata, quando le fiamme sono state domate sono giunti i primi soccorsi umanitari da parte della Caritas Diocesana e del Comune di San Severo. Una catena di solidarietà è iniziata ad organizzarsi e a muoversi con un brulicare operoso di volontari con le mani protese verso gli sfollati. Stamani, in una cornice di sicurezza offerta dalle Forze di Polizia, iniziano i sopralluoghi per l'allestimento di una tendopoli.

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