Giallo del bracciante morto a Rignano: per ora, "solo una voce raccolta nel ghetto"

Sulla vicenda, indagini coordinate dalla Procura. Ai carabinieri, Sagnet ha dichiarato di non essere in possesso di alcuna informazione diretta e circostanziata sull'ipotetico evento, ma solo di aver appreso la notizia quale "voce"

Immagine di repertorio

Nessuna notizia certa, nessun dato, nessun testimone. Si infittisce la vicenda relativa alla presunta morte del bracciante del Mali, avvenuta due settimane fa, nelle campagne di Rignano Garganico, vicenda denunciata da Jean Pierre Ivan Sagnet, sindacalista coordinatore regionale per l’immigrazione della FLAI-CGIL per la Regione Puglia.

Nei giorni scorsi, su delega della Procura della Repubblica di Foggia, i carabinieri del comando provinciale hanno avviato specifica attività d’indagine, volta a chiarire la fondatezza della notizia sulla scomparsa di un non meglio individuato cittadino del Mali, bracciante agricolo.

In particolare, i militari hanno sentito, quale persona informata sui fatti, lo stesso Sagnet, il quale ha dichiarato di non essere in possesso di alcuna informazione diretta e circostanziata sull’ipotetico evento, ma solo di aver appreso la notizia quale “voce” che circolava all’interno del ghetto, senza fornire alcun elemento utile a rintracciare testimoni o comunque persone in grado di raccontare fatti utili al prosieguo delle indagini.

Dalle investigazioni - tuttora in corso - emerge che non risultano decessi negli Ospedali della provincia di cittadini del Mali nel corrente mese di agosto. Emerge tuttavia che lo scorso 11 agosto, presso l’Ospedale di Foggia, è stato ricoverato, dopo essersi presentato autonomamente, un giovane cittadino maliano, bracciante agricolo dimorante nel “ghetto”, per motivi non riconducibili al lavoro nei campi e lo stesso è stato dimesso nella giornata di ieri.

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Sulla specifica vicenda ed, in generale, sul fenomeno del “caporalato” in provincia di Foggia continuano, incessanti, le attività ispettive coordinate dalla Prefettura di Foggia al cui interno opera una apposita task force e d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica.

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