Cronaca

Amica, indagati ex assessori e amministratori. Longo: "Punire chi ha creato buco da 80 milioni"

Il consigliere comunale riporta di "notizie certe ed ufficiali" che riferiscono di una raffica di avvisi di garanzia derivanti da un secondo filone di indagine sul fallimento dell'ex municipalizzata, per fatti accaduti dal 2007 in poi

Raffiche di avvisi di garanzia per fallimento di Amica. E’ quanto riferito dal consigliere Bruno Longo, secondo il quale all’attenzione della magistratura ci sarebbero alcuni esponenti delle amministrazioni Ciliberti e Mongelli.

“L'attività di indagine della magistratura locale sul vergognoso fallimento di Amica testimonia, ancora una volta, che le battaglie politiche del centrodestra in Consiglio comunale e nelle piazze, erano frutto di attente valutazioni delle carte amministrative e non di semplici illazioni, così come il sindaco Mongelli ha spesso insinuato”, spiega Longo.

Il consigliere comunale riporta di “notizie certe ed ufficiali" che riferiscono di una raffica di avvisi di garanzia, derivanti da un secondo filone di indagine sul fallimento Amica e che avrebbero colpito indiscriminatamente amministratori di Amica e del Comune di Foggia per fatti accaduti dal 2007 in poi, sia della gestione Ciliberti, che di quella di Mongelli.

“Il sindaco Mongelli deve ora dimostrare, possibilmente in Aula ma anche alla intera città, se i fatti delittuosi addebitati agli amministratori unici di Amica, da lui nominati con ordinanze firmate di suo pugno, non siano piuttosto da addebitare alla condotta deficitaria dell’amministrazione comunale, visto che si tratta, tra gli altri, di infrazioni e reati riguardanti il mancato versamento di contributi ai lavoratori”.

Per questo Longo si chiede perché, nella vicenda Amica, il sindaco Mongelli fosse restio al pagamento di un contratto di servizio pari a poco più di 20 milioni di euro, mentre “all’Amiu di Bari paga, sull’unghia e senza discutere, per quest’anno circa 27 milioni di euro. Il fatto politicamente ed amministrativamente rilevante è che il maggior costo del servizio di pulizia della città è interamente a carico dei cittadini e delle attività produttive commerciali, artigianali, industriali e professionali e che tale costo è frutto delle scelte sbagliate del sindaco, che continua imperterrito nel suo piano di svendita di tutto il patrimonio  e dei servizi comunali”.

“La speranza civica, politica e morale di tutti – conclude - è che la magistratura individui e punisca in modo esemplare chi ha determinato il buco di circa 80 milioni di euro della fallita Amica e chi ha sperperato il danaro pubblico per vergognosi scopi personali e clientelari”. Per questo, in data odierna, tutto il centrodestra ha chiesto al presidente del Consiglio una riunione urgente del Consiglio comunale sulle responsabilità politiche del fallimento Amica, i cui costi sono stati incredibilmente riversati nelle cartelle esattoriali dei cittadini foggiani.

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