Giovani fuori controllo a Foggia: la gentilezza che si oppone alla violenza, speranza del domani

Atti vandalici, inciviltà, muri imbrattati, fioriere e vasi rotti a Foggia. La gentilezza e la bellezza opposte alla violenza

Pensavamo che il lockdown ci avrebbe trasformati ma in meglio, fatto vedere le cose con gli occhi di un bambino, con lo sguardo di chi si meraviglia finanche davanti a un tramonto o all'immagine di una signora d'altri tempi seduta sull'uscio di casa. Eravamo fiduciosi che saremmo tornati a vivere prestando maggiore attenzione e rispettando i nostri luoghi, la natura, la bellezza della storia, il prossimo.

E invece la fotografia che ci consegna in questi giorni la città sembra andare in tutt'altra direzione. Protagonisti in negativo i giovani, quelli su cui dovremmo puntare e fare affidamento, quelli che talvolta o troppo spesso, purtroppo si macchiano di comportamenti deplorevoli.

E' il caso ad esempio del ragazzo che alle 2 di notte ha sradicato le piante di un'attività commerciale o di chi, ancora peggio, incurante del folle gesto che stava compiendo davanti a decine di persone, ha sferrato un calcio e distrutto un vaso di fiori che Monica aveva posizionato all'ingresso del suo negozio fresco di apertura.

Entrambi sono stati incastrati dai sistemi di videosorveglianza e rimandati sul web, dove si è elevato l'ennesimo coro di indignazione e condanna della gente perbene, la stragrande maggioranza. 

All'atto vandalico l'esercente ha scelto la strada della gentilezza, postando l'immagine del ragazzo che un attimo dopo ha rimesso a posto quel vaso, "perché sono madre e ho insegnato ai miei figli a non cedere alle volgarità delle parole e dei gesti. Una scelta di bellezza che voglio condividere con voi. Foggia non è solo violenza ma anche gentilezza".

Non potrà che essere la bellezza la stella polare di Foggia.

Bisognerà che se ne rendano conto, e con urgenza, non solo i vandali che hanno imbrattato le colonne del pronao della villa comunale, i ladruncoli che hanno asportato i panni da uno stendino, i deficienti che hanno urinato su un portone di una palazzina, gli incivili che fanno baldoria la notte e lasciano parchi e giardini sporchi. 

Va da sè che il pensiero di una città migliore non vuol dire soltanto lotta alla mafia e alla criminalità, ma anche decoro urbano, senso civico, rispetto, ordine pubblico, sicurezza e amore. 

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Non ci resta quindi che la speranza del futuro, quel futuro che sogniamo ma che "appartiene a chi si prepara per esso oggi". 

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