Incidenti stradali, più vittime e feriti sulle strade della Puglia. Il tasso di mortalità più alto è della provincia di Foggia

Lo riporta l'Istat. Nel 2019 si sono verificati 9.679 incidenti sulle strade pugliesi (14 in meno rispetto al 2018), 207 le vittime (6 in più rispetto all'anno precedente), e 16.164 i feriti (15 in più del 2018). Nel Foggiano calano le vittime, con un numero maggiore di incidenti

Meno incidenti, ma più vittime e feriti: è il dato degli incidenti stradali in Puglia, per quanto riguarda il 2019, diramato dall'Istat. Numeri che vanno in netta contrapposizione alla tendenza nazionale che presenta diminuzioni, seppur modeste, per tutti i suddetti aggregati. 

Nel 2019 si sono verificati 9.679 incidenti sulle strade pugliesi (14 in meno rispetto al 2018), 207 le vittime (6 in più rispetto all'anno precedente), e 16.164 i feriti (15 in più del 2018).

A livello locale, la provincia di Foggia è l'unica (insieme alla Bat) a far registrare un numero più basso di vittime (45 contro le 58 del 2018 con una variazione del 39,2%) a fronte di un numero maggiore di incidenti (1.277 contro i 1.238 dell'anno precedente) e di feriti (2.317 contro i 2.203 del 2018). 

Incidenti stradali-6

La Puglia rispetto agli obiettivi europei

I Programmi d’azione europei per la sicurezza stradale, per i decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidente stradale con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti vulnerabili.

Nel periodo 2001-2010 le vittime della strada si sono ridotte del 36,8%, meno della media nazionale (-42,0%); fra il 2010 e il 2019 si registrano variazioni, rispettivamente di -29,1% e
-22,9%.  Nello stesso lasso di tempo (2010-2019) l’indice di mortalità sul territorio regionale è diminuito da 2,3 a 2,1 deceduti ogni 100 incidenti, quello nazionale da 1,9 a 1,8 (Tavola in allegato).

Nel 2019, l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani), periti in incidente stradale, in Puglia è inferiore alla media nazionale (35,7% contro 45,2%).  

Guardando invece agli utenti vulnerabili secondo il ruolo che essi hanno avuto nell’incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni) il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato nella regione è inferiore nel 2019 a quello nazionale (35,7% contro 49,6%). Negli ultimi nove anni (2010-2019) l’incidenza di pedoni deceduti è aumentata in Puglia da 8,9% a 10,1%, nel resto del Paese da 15,1% a 16,8% (Figura 1).

I costi sociali

I costi sociali degli incidenti stradali quantificano gli oneri economici che, a diverso titolo, gravano sulla società a seguito delle conseguenze di un incidente stradale. Nel 2019 il costo dell’incidentalità con danni alle persone è stimato in quasi 17 miliardi di euro per l’intero territorio nazionale (279,5 euro pro capite) e poco più di 1 miliardo e 100 milioni di euro (273,7 euro pro capite) per la Puglia; la regione incide per il 6,5% sul totale nazionale.

Il rischio di incidente stradale

Tra il 2018 e il 2019 l’indice di lesività aumenta lievemente da 166,6 a 167.0; l’indice di mortalità invece resta invariato (2,1 decessi ogni 100 incidenti) mentre quello di gravità, il rapporto tra il numero dei decessi e la somma di decessi e feriti moltiplicato 100, aumenta da 1,4  a 1,8.  L’incidentalità resta alta lungo la costa e nei comuni capoluogo di provincia: si confermano le criticità della SS016 dove si registra il maggior numero di incidenti (393, 13 decessi e 744 feriti) e delle strade SS007, SS172 e SS100 (Figura 2). L’indice di mortalità cresce a i Lecce e Barletta, diminuisce nei comuni di Foggia, Bari, Brindisi, Andria e Trani e non varia nel comune di Taranto.

Nel 2019 il maggior numero di incidenti (6.710, il 69,3% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 48 morti (23,2% del totale) e 10.647 feriti (65,9%). Rispetto all’anno precedente i sinistri aumentano del 10,0% sulle autostrade mentre diminuiscono dello 0,6% sulle strade extraurbane e restano pressoché invariati sulle strade urbane. Gli incidenti più gravi avvengono sulle autostrade (7,8 decessi ogni 100 incidenti) e sulle strade extraurbane (5,3 ogni 100).

Sulle strade urbane il 36,5% dei sinistri stradali avviene lungo un rettilineo. Sulle strade extraurbane tale percentuale sale al 59,0%. In ambito urbano gli incidenti che avvengono in corrispondenza degli incroci rappresentano il 36,0% del totale, seguono quelli che si verificano nei pressi di una intersezione (20,7%) e di una rotatoria (3,2%). Lungo le strade extraurbane il 18,6% degli incidenti si verifica in curva, il 10,1% nei pressi di un incrocio.

I mesi e le ore più a rischio

Tra la primavera e l’estate, in coincidenza con la maggiore mobilità legata a periodi di vacanza, la concentrazione degli incidenti è elevata. Tra maggio e settembre se ne contano
4.493 (il 46,4% di quelli avvenuti durante l’anno) in cui hanno subito lesioni 7.637 persone (47,2%) e 104 sono decedute (50,2%) (Figura 5). Oltre il 77% degli incidenti ha luogo tra le 8 e le 20 ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati tra le 15 e le 16 (10,3 morti ogni 100 incidenti) e tra le 17 e le 18 (10,4 morti ogni 100 incidenti), valori molto superiori alla media giornaliera (2,1) (Figure 6 e 7). Il venerdì e sabato notte si concentrano il 40,4% degli incidenti, il 56,7% delle vittime e il 43,2% dei feriti. L’indice di mortalità in questo caso  è pari a 4,1 decessi ogni 100 incidenti.

Gli incidenti stradali nelle aree urbane, intermedie e periferiche

In Puglia il 49,2% degli incidenti stradali è concentrato nei Poli urbani; considerando anche le Aree di cintura, che comprendono i comuni più prossimi ai Poli, si arriva all’81,5% del totale. Nei comuni delle Aree interne, caratterizzate da distanze superiori ai 20 minuti di percorrenza dai Poli urbani, gli incidenti rappresentano il 18,5% del totale regionale. Il numero delle vittime è in aumento del 3,0% rispetto al 2018 sia nel totale dei Centri che nelle Aree Interne.

I comportamenti a rischio e le persone coinvolte

La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (76,3%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (3.753 casi, 41 vittime e 6.703 feriti), seguita dal tamponamento (1.668 casi, 14 decessi e 3.228 persone ferite). In merito alla pericolosità al primo posto si colloca lo scontro frontale (8,3 decessi ogni 100 incidenti), segue l’urto con ostacolo accidentale (6,3 decessi ogni 100 incidenti). Gli incidenti a veicoli isolati risultano più rischiosi, con una media di 3,8 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (1,6 decessi).

Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la distrazione e la velocità troppo elevata e sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 48,6% dei casi. Considerando solo le strade extraurbane, la guida distratta incide da sola per il 16,2%.

Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per la classe di età 30-44 anni (7,5 per 100mila abitanti). I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 70,6% delle vittime e il 59,9% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate il 19,3% dei morti e il 33,7% dei feriti, i pedoni il 10,1% dei deceduti e il 6,4% dei feriti. Il 52,4% dei pedoni rimasti vittima appartiene alla classe di età 65+ mentre il 58,2% dei pedoni feriti ha più di 44 anni. Il tasso di lesività standardizzato è pari a 797,2, per la classe di età 15-29 anni e a 487,1 per quella 30-44 anni.

La mobilità e l’incidentalità stradale ai tempi del Covid-19: primi dati del 2020

L’arrivo della pandemia da Covid-19 ha modificato radicalmente le abitudini di tutti e la mobilità ha avuto una battuta d’arresto come mai si era verificato prima. Nel periodo di lockdown il tasso di mobilità (percentuale di persone che hanno compiuto almeno uno spostamento in giornata, ad eccezione dei tragitti a piedi inferiori ai 5 minuti) è passato dall’85% al 32% mentre la lunghezza media degli spostamenti è diminuita del 40%.

Un effetto positivo è sicuramente dato dalla diminuzione di incidenti stradali dovuta alla minore esposizione al rischio. I primi dati, forniti dalla Polizia Stradale e dall’Arma dei Carabinieri per gli incidenti stradali con lesioni a persone (circa un terzo degli incidenti totali registrati), nel periodo gennaio-aprile 2020, mostrano in maniera evidente gli effetti dell’entrata in vigore dei Decreti, che hanno istituito prima le zone rosse in alcune regioni del Nord Italia (DL n. 6 23/2/2020) e successivamente il confinamento di tutta la popolazione sull’intero territorio nazionale (DCPM del 9 marzo 2020). Dal confronto dei dati settimanali di incidentalità con l’anno precedente, emergono diminuzioni che nella regione Puglia toccano anche punte del 94,7% (90% in Italia) durante il mese di aprile. Il decremento degli incidenti stradali è stato in media del 66,3% a marzo e dell’87,9% ad aprile (72% a marzo e 85% ad aprile a livello nazionale).

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