E' strage di pedoni in Italia, i numeri dell'emergenza: 1 morto ogni 14 ore (l'ultimo a San Severo)

Nei primi 31 giorni del 2020, sono stati già 46 i pedoni investiti e deceduti. Smartphone, guida sotto l’effetto di alcol e droghe tra le principali cause. Parte la campagna di sensibilizzazione Spi Cgil “Siamo tutti pedoni"

Immagine di repertorio

Dal 1° al 31 gennaio 2020, in Italia sono morti 46 pedoni, 26 uomini e 20 donne. La media è spaventosa: 1 morto ogni 14 ore. Sono i dati diffusi dall’Osservatorio Pedoni di Asaps, Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale. Uno dei 46 casi riguarda San Severo, con un uomo travolto da un’auto in corsa lungo la statale 16 lo scorso 26 gennaio.

Proprio a San Severo, venerdì 7 febbraio, prenderà il via “Siamo tutti pedoni: la sicurezza degli utenti vulnerabili della strada”, una campagna di informazione e sensibilizzazione dello SPI Cgil Sindacato dei Pensionati sulla vera e propria strage di pedoni che si sta consumando sulle strade italiane. I temi dell’incontro, che si terrà a partire dalle 16.30 nella Sala Cappuccini (Piazza Cappuccini 1), saranno introdotti da Franco Persiano, segretario provinciale SPI Cgil Foggia. A seguire, dati e dinamiche del tema al centro dell’incontro saranno alla base della relazione introduttiva di Pasquale Mininno, già dirigente del Comune di San Severo, e degli interventi di Aldo Modonesi, già assessore alla Mobilità del Comune di Ferrara; Marco Pollastri, direttore Antartide Centro studi e comunicazione ambientale di Bologna; Maurizio Carmeno, segretario generale provinciale CGIL Foggia. Le conclusioni saranno affidate a Mina Cilloni, segretaria nazionale Spi Cgil. I lavori saranno coordinati dal giornalista Geppe Inserra.

L’IRRESPONSABILITA’ AL VOLANTE. Secondo quanto rilevato da Asaps, la maggior parte degli incidenti con conseguenze mortali per i pedoni sono causati dall’irresponsabilità criminale di chi è al volante: sui 46 casi accertati nei primi 31 giorni del 2020, ben 11 volte il conducente è stato sorpreso in stato di ebrezza alcolica; in 2 casi, chi ha investito il pedone era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti; in altri 6, l’investitore è fuggito senza prestare soccorso alla vittima.

GLI ANZIANI I PIU’ A RISCHIO. Su 46 vittime, 19 avevano più di 65 anni d’età. I dati Istat confermano che a fare le spese dell’irresponsabilità al voltante sono i più deboli: i più colpiti in assoluto sono giovani, nella fascia d'età 15-19 anni (+25,4% del totale), anziani tra i 70 e i 74 anni (+22%), scooteristi (+17,4%) e pedoni (+1,5%). “Sotto accusa, tra i comportamenti più pericolosi, restano la distrazione dovuta soprattutto all'uso sconsiderato del cellulare”, ha fatto rilevare l’ACI su un suo recente studio. La mancata precedenza, il passaggio col rosso e l’elevata velocità, inoltre, nel 40,8% dei casi sono le cause di incidenti mortali, spesso con il coinvolgimento dei pedoni. Ben 76 incidenti su 100 avvengono nei centri abitati, 6 in autostrada e 18 su strade extraurbane.

LE CAUSE. Sono diversi i comportamenti scorretti al volante: spesso non è rispettata la distanza di sicurezza, in molti casi si effettuano manovre irregolari, quali il sorpasso a destra o procedere contromano, non si rallenta e non ci si ferma al passaggio di un pedone. Sono moltissimi i casi in cui è proprio il pedone ad avere responsabilità dell’incidente non rispettando l'alt al semaforo. Molte responsabilità sono da imputare anche a enti e amministratori locali: tra le principali cause d'incidente c'è la presenza di buche o altri ostacoli sull'asfalto. “Servono strade più sicure, strumenti e azioni che prevengono gli incidenti e proteggono i pedoni, ma occorrono anche una presa di coscienza e una nuova cultura della mobilità: di questo discuteremo a San Severo”, ha annunciato Franco Persiano.

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