Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Tangenti tramite un avvocato a noto giudice per ottenere scarcerazioni: 11 indagati, notificato avviso conclusione indagini preliminari

Contestati quattro episodi di corruzione in atti giudiziari relativi ad altrettante scarcerazioni. In concorso tra loro ne rispondono l’ex gip Giuseppe De Benedictis, l’avvocato Giancarlo Chiariello, il figlio Alberto e la sua collaboratrice. Danilo Pietro Della Malva, la compagna Valeria Gala e lo zio Matteo Della Malva. Tra gli indagati figurano anche Roberto Dello Russo e i foggiani Michele Pio Gianquitto e Antonio Ippedico, oltre a un appuntato dei carabinieri in servizio presso la polizia giudiziaria della procura di Bari

Si è chiusa con 11 indagati l’inchiesta con la quale la Dda di Lecce contesta quattro episodi di corruzione in atti giudiziari relativi ad altrettante scarcerazioni. In concorso tra loro ne rispondono l’ex gip Giuseppe De Benedictis, l’avvocato Giancarlo Chiariello, il figlio Alberto e la sua collaboratrice Marianna Casadibari, i pregiudicati scarcerati e i loro complici Danilo Pietro Della Malva, la compagna Valeria Gala e lo zio Matteo Della Malva. Tra gli indagati figurano anche Roberto Dello Russo e i foggiani Michele Pio Gianquitto e Antonio Ippedico, oltre a Nicola Vito Soriano, appuntato dei carabinieri in servizio presso la polizia giudiziaria della procura di Bari.

I pm salentini che hanno coordinato le indagini dei carabinieri di Bari, Roberta Licci e Alessandro Prontera, hanno stralciato, con richiesta di archiviazione, la posizione di Paolo D'Ambrosio, avvocato del foro di Foggia (leggi qui).

All'ex gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis e ad altri nove indagati nell'inchiesta della Dda di Lecce su presunti episodi di corruzione in atti giudiziari, la Procura contesta l'aggravante mafiosa per aver agevolato, con le scarcerazioni, gruppi criminali del Foggiano e del Barese.

Nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato oggi agli 11 indagati (uno dei quali, l'appuntato dei carabinieri Nicola Vito Soriano, non risponde degli episodi corruttivi legati alle scarcerazioni), la Dda ipotizza per le quattro vicende relative a tangenti pagate dal penalista barese Giancarlo Chiariello (attualmente sospeso dalla professione) per ottenere la scarcerazione di altrettanti clienti, l'aggravante di aver agevolato l'attività delle associazioni mafiose di appartenenza di Danilo Pietro Della Malva (oggi collaboratore di giustizia) nei territori di Vieste e Cerignola, di Roberto Dello Russo a Bitonto, di Pio Michele Gianquitto (avvocato ritenuto partecipe del clan Sinesi Francavilla) e Antonio Ippedico a Foggia, tutti indagati.

Nell'ordinanza di custodia cautelare che il 24 aprile scorso ha portato in carcere l'ex gip (tuttora detenuto in cella) e il penalista (attualmente agli arresti domiciliari), la gip Giulia Proto aveva escluso l'aggravante mafiosa, ritenendo che "nessuno degli indagati è un capo mafia né un esponente di vertice di una cosca mafiosa la cui scarcerazione può aver inciso sul clan di appartenenza".

Di parere diverso la Procura, secondo la quale le scarcerazioni avrebbero consentito agli indagati di riprendere i contatti con i sodali e quindi la piena operatività dei gruppi mafiosi sul territorio.

L'ordinanza di custiodia cautelare dell'aprile 2021

"Danilo Pietro e Matteo Della Malva, Valeria Gava, Giancarlo Chiariello e Giuseppe De Benedictis, sono indagati del delitto di corruzione in atti giudiziari - perché in concorso tra loro, De Benedictis, in qualità di giudice presso l’ufficio gip/gup del tribunale di Bari, nell’esercizio delle sue funzioni, Giancarlo Chiariello in qualità di avvocato del Foro di Bari nonché difensore di fiducia di Danilo Pietro Delle Malva, di concerto con quest’ultimo già attinto da una ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita il 23 ottobre 2019 emessa il 16 dallo stesso De Benedictis in funzione di gip, per partecipazione ad associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico e altri reati aggravati - stringevano un patto corruttivo per effetto del quale il gip compiva un atto contrario ai doveri d’ufficio al fine di favorire Della Malva nell’ambito del procedimento penale, adottando un provvedimento de libertate favorevole, grazie alla mediazione di Giancarlo Chiariello, in cambio dei quali, lo stesso De Benedictis riceveva a titolo di controprestazione da costoro del denaro. In particolare, l’11 marzo 2021, previa istanza concertata ad arte con l’avvocato Chiariello, De Benedictis emetteva provvedimento di sostituzione della custodia cautelare presso la casa circondariale di Roma Rebibbia con quella degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a Vasto Marina, ricevendo per il tramite dell’avvocato 30mila euro versati in tranche tramite lo zio Matteo Della Malva e la compagna di Danilo Pietro, Valeria Gala.

Sono indagati con l’aggravante per aver commesso i fatti al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso di appartenenza del ‘meticcio’, promotore ed organizzatore, di una organizzazione criminale dedita al narcotraffico operante con metodo mafioso in provincia di Foggia

De Benedictis, Chiariello padre e figlio e Michele Pio Gianquitto, sono indagati perché in concorso tra loro Giuseppe De Benedictis, in qualità di giudice in servizio presso l’ufficio Gip/gup del tribunale di Bari, pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, Giancarlo Chiariello in qualità di avvocato del foro di Bari, nonché difensore di fiducia di Michele Pio Gianquitto, di concerto con quest’ultimo, già attinto da una ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita il 27 ottobre 2020 emessa il 29 settembre 2020 dallo stesso De Benedictis, in funzione di Gip, nell’ambito del procedimento penale ‘Grande Carro’, per partecipazione ad associazione a delinquere finalizzata e trasferimento fraudolento di valori, stringevano un patto corruttivo per effetto del quale De Benedictis compiva un atto contrario ai doveri d’ufficio al fine di favorire Gianquitto, adottando un provvedimento de libertate (più) favorevole, grazie alla mediazione di Giancarlo Chiariello, il quale si avvaleva del figlio nel ruolo di emissario, in cambio del quale lo stesso De Benedictis riceveva da costoro, a titolo di controprestazione, denaro.

In particolare il 16 novembre 2020, previa istanza concertata ad arte con l’avvocato Giancarlo Chiariello, De Benedictis emetteva provvedimento di sostituzione della custodia cautelare presso la casa circondariale di Melfi con l’obbligo di dimora nel comune di residenza, ricevendo, quale controprestazione da costoro, per il tramite di Chiariello il 18 novembre 2020, denaro nell’ordine di 5mila euro circa già versati tramite la moglie a Giancarlo Chiariello, con l’aggravante per aver commesso i fatti al fine di agevolare l’attività dell’associazionismo di tipo mafioso di appartenenza di Gianquitto Pio Michele, partecipe dell’associazione per delinquere armata di tipo mafioso, formata da più di dieci persone, costituente articolazione della batteria Sinesi-Francavilla, componente della federazione associativa di tipo mafioso convenzionalmente denominata Società Foggiana.

Tra gli indagati c’è anche Antonio Ippedico, attinto da una ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita il 27 ottobre 2020 emessa il 29 settembre dallo stesso De Benedictis nell’ambito della operazione Grande Carro, perché di concerto con il suo difensore di fiducia Giancarlo Chiariello, stringevano un patto corruttivo per effetto del quale De Benedictis, grazie alla mediazione di Chiariello, il quale si avvaleva con il ruolo di emissari del figlio Alberto e della sua collaboratrice, riceveva da costoro denaro.

Il 31 marzo 2021 De Benedictis emetteva provvedimento di sostituzione della custodia cautelare con gli arresti domiciliari nel comune di residenza motivata con l’asserita incompatibilità delle condizioni di salute con la detenzione carceraria a seguito di perizia il cui contenuto veniva predeterminato dallo stesso De Benedictis e di fatto dettato al perito “Ce l’ha, ce l’ha...questo devi scrivere”, incaricato in sostituzione del precedente che si era espresso in termini contrari, ricevendo 5500 euro da Chiariello all’interno di una busta consegnata presso lo studio dell’avvocato presso il quale il 9 aprile si recava De Benedictis.

Con l’aggravante per aver commesso i fatti al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso di appartenenza di Antonio Ippedico organizzatore dell’associazione per delinquere armata di tipo mafioso formata da dieci persone, costituente articolazione della batteria Sinesi-Francavilla, componente della federazione associativa di tipo mafioso convenzionalmente denominata Società Foggiana"

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tangenti tramite un avvocato a noto giudice per ottenere scarcerazioni: 11 indagati, notificato avviso conclusione indagini preliminari

FoggiaToday è in caricamento