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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca San Severo

Bonus edilizi, maxi sequestro da 1 miliardo ma una delle ditte coinvolte non ci sta: "Abbiamo usato norma ecosismabonus"

Presunte frodi bonus edilizi, sequestri in provincia di Foggia. Le telecamere de 'L'Aria che Tira' alla Mib di San Severo, che si difende dicendo di aver usato la vecchia norma dell'ecosisma bonus che rende il credito d'imposta cedibile a chiunque

Continua a far discutere il maxi sequestro da oltre 1 miliardo di euro eseguito il 24 dicembre dello scorso anno dalla guardia di finanza su disposizione della Procura di Roma, in relazione a crediti derivanti da bonus fiscali in materia edilizia. Due i provvedimenti di sequestro d'urgenza, distinti: il primo di 1.017.680.552 euro e l'altro di 234.331.107 euro.

A 'L'Aria che Tira', nella puntata del 16 febbraio, le telecamere di La7 hanno raggiunto i locali di una ditta di San Severo finita nella lente della Procura di Roma (leggi qui), per ipotesi fraudolente segnalate dall'agenzia delle entrate a partire dalle analisi effettuate mediante le banche dati e poi oggetto di approfondimenti da parte della gdf, nello specifico per una presunta truffa legata ai bonus dell'edilizia, per la quale gli inquirenti hanno disposto il sequestro di oltre 1 miliardo di euro ad aziende edili, che avrebbero emesso fatture falsificate per beneficiare dei crediti d'imposta.

In merito all'inchiesta, Paola Moscardino, inviata del programma di Mirta Merlino, ha spiegato che il sospetto si concentrerebbe su oltre 200 persone, "spesso interi nuclei familiari che avrebbero acquisito e subito rivenduto crediti d'imposta, ma in molti casi i lavori di ristrutturazione non sono mai partiti".

Finita sotto accusa, la Mib si è difesa dicendo di aver usato la vecchia norma dell'ecosismabonus che rende il credito d'imposta cedibile a chiunque. Un consulente, davanti alle telecamere del programma, ha evidenziato di essersi confrontato con più persone anche della stessa agenzia delle entrate e con i tecnici dell'ente certificatore dei bilanci delle banche: "Nel momento in cui ci dicono che la normativa è questa e voi dovete fare a, b e c, ed è tutto chiaro, dov'è il problema. Io posso fare pure 8mila cessioni" ha spiegato.

Anche il socio e amministratore della Mib o Mama International Business Srl (anche della Sviluppo Immobiliare Vallè Srl), attraverso una nota stampa del 27 dicembre, aveva evidenziato come le società avessero utilizzato una sola delle normative sui bonus edilizi, quella storica, "ovvero occorrente al sacrosanto miglioramento sismico ed eco-sostenibile dei fabbricati esistenti. Non si tratta né di Superbonus né di altri bonus".

Maurizio De Martino aveva evidenziato che "gli addetti ai lavori sanno che questa normativa garantisce la disponibilità solo di un credito d’imposta che deve essere poi monetizzato per avere il denaro necessario per fare le opere (grazie alla possibilità di cessione a chiunque prevista dall’art 121 del decreto Rilancio del luglio 2020)" e aggiunto che si tratta "di crediti generati sotto la stretta vigilanza di società di revisione, piattaforme digitali di stretto controllo documentale e perizie tecniche obbligatorie. Il tutto nella completa osservanza della legge".  

Sul punto in cui la Procura avrebbe sostenuto che la presunta truffa sarebbe stata messa in atto da società “inesistenti” con la compiacenza di professionisti, De Martino aveva fatto notare come la società Mama International Business, esista da oltre 20 anni. "Uffici, cantieri, dipendenti, sale riunioni, computer, da 20 anni, alla faccia di società inesistenti. Lo stesso vale per tutte le altre, che chi più o chi meno hanno una storia, una organizzazione, sotto la luce del sole, priva di opacità e soprattutto facilmente rinvenibile, senza tutta questa confusione".

Nondimeno, qualche giorno fa, gli avvocati Giacomo Grasso e Luigi Malda, difensori della Lag Power srl e Lag Management di Lucera, avevano precisato che le due società coinvolte nell'operazione, “sono floride, vivissime e da sempre attive (trattandosi di imprese sane ed intonse da ogni tipo di pregiudizio), operative in ambito di costruzioni e realizzazione di impianti per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili". E che “si tratta di aziende realmente operative, così come reali ed effettivi sono i lavori da cui sono maturati i crediti oggi al centro dell’attenzione della Procura di Foggia".

Ad oggio le cessioni di bonus edilizi intercettate dall’agenzia delle entrate e dalla Gdf come sospette, ammontano a oltre 4 miliardi, 2,3 già oggetto di sequestro. Una quota significativa è già stata incassata, circa 1,5 miliardo. Secondo il ministro dell'Economia e delle Finanze, qualora venisse effettivamente accertata, sarebbe tra le più grandi  truffe che questa Repubblica abbia mai visto (leggi qui).

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