Martedì, 23 Luglio 2024
INCHIESTA 'GIU' LE MANI' / Manfredonia

La "stretta di mano" sul 'Guarda che Luna' che inguaia Rotice e suo fratello

La Procura (pm Roberto Galli e Giuseppe Mongelli) ha chiuso le indagini tirando nel novero degli indagati anche l’ex primo cittadino Gianni Rotice e il fratello Michele, accusati di un presunto voto di scambio, legato alla vicenda ‘Guarda Che Luna’ di Michele Antonio Romito

A sancire l’accordo, secondo l’accusa, sarebbe stata una stretta di mano. Ed è quella stretta di mano tirare l’ex sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice, nell’inchiesta ‘Giù le mani’ della Procura di Foggia, che il 9 marzo scorso aveva portato all’esecuzione, da parte dei finanzieri della Compagnia di Manfredonia, di misure cautelari a carico di 7 indagati (qui i nomi), tra cui imprenditori, professionisti e funzionari pubblici in servizio, attualmente o in passato, presso il comune sipontino ed una società partecipata.

La Procura (pm Roberto Galli e Giuseppe Mongelli) ha chiuso le indagini tirando nel novero degli indagati anche l’ex primo cittadino Gianni Rotice e il fratello Michele, accusati di un presunto voto di scambio, legato alla vicenda ‘Guarda Che Luna’ di Michele Antonio Romito.

“Con più azione esecutive del medesimo disegno criminoso commesso in concorso morale e materiale tra loro”, si legge nel dispositivo, “Rotice Michele e Rotice Giovanni offrivano o comunque promettevano a Romito Michele Antonio, che accettava l'offerta o comunque la promessa dei Rotice, che in cambio del voto elettorale del Romito, della sua famiglia, dei suoi conoscenti e dell'impegno profuso dallo stesso per promuovere e sostenere elettoralmente la vittoria di Rotice Giovanni al turno di ballottaggio delle elezioni a sindaco del Comune di Manfredonia, lo stesso Rotice, qualora divenuto sindaco del Comune di Manfredonia, avrebbe consentito o comunque non avrebbe ostacolato la permanenza della struttura ‘Guarda Che Luna’ della Bar Centrale S.a.S., di cui Michele Antonio Romito era amministratore di fatto”.

“In particolare, Rotice Michele promuoveva l'accordo elettorale illecito tra suo fratello Giovanni e Romito Michele Antonio, partecipava a entrambi gli incontri tra i due, organizzava un degli incontri tra gli stessi presso la sede della sua azienda, nonché suggellava e garantiva, tramite la sua presenza, la stretta di mano confermativa dell'accordo tra Rotice Giovanni e Romito Michele Antonio; questi ultimi si incontravano in almeno due diverse circostanze per definire i termini dell'accordo - l'una nei sotterranei dello stadio Miramare di Manfredonia e l'altra presso l'azienda di Rotice Michele - e sancivano l'accordo definitivo con una stretta di mano”.

L'ex sindaco, da parte sua, appena appresa la notizia, ha pubblicato una lunga nota con la quale prende le distanze dall'accusa: "Mi auguro di poter essere ascoltato celermente dalla Magistratura - nei confronti della quale continuo a confidare nel giusto operato - per poter fare definitiva chiarezza e chiudere questa vicenda" (qui l'intera nota).

Gli indagati hanno facoltà, entro il termine di venti giorni dalla notificazione dell'avviso, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.

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