Martedì, 23 Luglio 2024
INCHIESTA / Manfredonia

Rotice indagato in 'Giù Le Mani' si difende: "Io intransigente sulla vicenda Guarda che Luna"

L'ingegnere ha ricevuto oggi la notifica dell'avviso di conclusione della indagini preliminari. "Farò chiarezza per chiudere vicenda". Ipotesi di reato un presunto scambio di voto attorno alla vicenda Guarda Che Luna. La difesa del sindaco

Notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari relativi all’inchiesta 'Giù le mani' della Procura di Foggia, che il 9 marzo aveva portato all’esecuzione, da parte dei finanzieri della Compagnia di Manfredonia, di misure cautelari a carico di 7 indagati (qui i nomi), tra cui imprenditori, professionisti e funzionari pubblici in servizio, attualmente o in passato, presso il comune sipontino ed una società partecipata.

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Le indagini, avviate nel febbraio del 2022, hanno seguito tre filoni relativi, il primo, a presunte intimidazioni poste in essere da due dipendenti di una società municipalizzata a danno dei colleghi ed ipotesi di peculato dei beni aziendali, il secondo, all’aggiramento di un’interdittiva antimafia disposta dalla Prefettura di Foggia nell’esercizio di attività di onoranze funebri ed il terzo a pressioni sull’apparato comunale per evitare lo smontaggio di un ristorante abusivo sul litorale manfredoniano.

A seguito dell’esecuzione delle misure cautelari personali, il Tribunale del Riesame aveva mutato i provvedimenti restrittivi nei confronti di alcuni indagati e riqualificato alcuni reati contestati.

Nelle scorse ore sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini nei confronti dei primi coinvolti e di ulteriori indagati, accusati a vario titolo di peculato, concussione, corruzione, falso in certificati o in autorizzazioni amministrative, estorsione, minaccia, atti persecutori, lesioni personali aggravate e violenza privata.

Si tratta di un soggetto ritenuto responsabile di concorso in peculato e di altri due - tra cui l'ex sindaco Gianni Rotice e il fratello Michele - per concorso nel reato di corruzione elettorale.

L'ipotesi di reato sarebbe quella di un voto di scambio, atteso che, stando al contenuto dell'avviso di conclusione delle indagini, i due fratelli Rotice avrebbero promesso a Michele Romito, in cambio del suo sostegno elettorale, di quello della sua famiglia e dei suoi conoscenti, un occhio di riguardo sulla vicenda del ristorante Guarda Che Luna. A tal proposito non ci sarebbero evidenze, prove e documenti, ma esclusivamente alcune dichiarazioni rilasciate durante gli interrogatori da altri indagati (qui le accuse).

L'ex sindaco aveva anticipato la notizia sulla sua pagina Facebook: "Con la trasparenza che mi contraddistingue e mi lega ai miei concittadini, mi corre l’obbligo ed il dovere di informare che alle ore 13.30 - con tempismo alquanto sospetto - mi è stata notificata la chiusura delle indagini a mio carico per un’appendice dell’inchiesta 'Giù le mani', che muove i suoi passi su quanto dichiarato dagli arrestati Romito e Salvemini".

L'imprenditore edile si dice amareggiato, poiché, spiega "quanto dichiarato e millantato dai due soggetti non trova alcun riscontro oggettivo e, soprattutto, cozza con la linea netta ed intransigente che il sottoscritto ha portavo avanti da sindaco rispetto alla vicenda 'Guarda che Luna'"

L'ex primo cittadino aggiunge: "Nessuno prima di me aveva avuto mai il coraggio di affrontare tale situazione e giungere all’abbattimento definitivo di quella struttura, nonostante le minacce, l’ostruzionismo e la dura battaglia giudiziaria-amministrativa intrapresa dalla controparte. Dal momento dell’avvio dell’iter, non si è perso neanche un istante per giungere a questo risultato e la documentazione, anche in possesso delle istituzioni e delle forze dell’ordine, ne sono la dimostrazione".

E ancora, scrive Gianni Rotice, "la mia ferma volontà di andare avanti ha dato molto fastidio ai proprietari della struttura, che hanno tentato in tutti i modi, come emerge dalle carte di 'Giù le mani' di fare inutile ostruzionismo, oltre che alimentare una campagna di delegittimazione mediatica contro il sottoscritto, reo di compiere il proprio dovere di tutela della legalità e dell’interesse pubblico".

L'ingegnere riporta poi uno stralcio dell'ordinanza: “Quello pensa che con la rimozione ha risolto tutti i problemi…quello non ha capito che oggi con quella rimozione ha iniziato i problemi”. È infatti questa una della intercettazioni a proposito del 'Guarda che Luna'.

"Ho subito denigrazioni e minacce di morte, portando avanti in solitudine e nel silenzio, anche dell’opposizione in Consiglio comunale e dell’opinione pubblica, questa patata bollente che nessuno ha mai preso in mano. Perciò, mi auguro di poter essere ascoltato celermente dalla Magistratura - nei confronti della quale continuo a confidare nel giusto operato - per poter fare definitiva chiarezza e chiudere questa vicenda".

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