Cronaca Sant'Agata di Puglia

La centrale a biomasse di Sant'Agata, Capitanata Rifiuti Zero non ci sta

L'associazione promette battaglia sulla centrale a biomasse che sorgerà a Sant'Agata di Puglia e sugli altri impianti che sono stati previsti e autorizzati in provincia di Foggia

L’associazione Capitanata Rifiuti Zero, in merito alla conclusione dell’iter burocratico per il via libera alla centrale a biomasse in località Viticone, tra Sant’Agata di Puglia, Candela e Deliceto, con autorizzazione provinciale del settore Ambiente, “annuncia di voler impugnare davanti alla Commissione Europea, la legittimità della Legge Regionale n. 17 del 2007 sul decentramento delle funzioni amministrative in materia ambientale, la quale – sostengono – “attribuisce deleghe così delicate alle Province, che non sono in grado di espletarle in serenità, visti anche i condizionamenti ambientali che a Foggia si sono rilevati molto intensi con la Camera di Commercio, funzionari di parte dell'ASL e tutte le associazioni di categoria agricole a sponsorizzare un progetto ambientalmente  insostenibile".

Non ci sarebbe stato nessun coinvolgimento dei cittadini e dei comitati locali: "La procedura di VIA è stata portata avanti ignorando sistematicamente il punto di vista delle associazioni, cui non è stata data risposta nell'ambito dell'istruttoria: stiamo parlando, oltre alla nostra associazione e ai vari comitati e partiti locali, anche di Legambiente, LIPU e ISDE Medici per l'Ambiente. La Provincia ha sempre bollato ideologicamente queste osservazioni come "politiche", mentre in realtà si tratta di analisi del progetto sotto tutti i punti di vista, ambientale e paesaggistico”.

La località scelta si trova vicino a siti della Rete Natura 2000, a Sant'Agata, "la loggia delle Puglie" e Bandiera Arancione del Touring Club. A poco meno di  tre km dalla centrale turbogas di Candela.

“La disponibilità di paglia non è sufficiente ed è in concorrenza con pratiche agronomiche tradizionali, incentivate a livello europeo, come il sovescio, cioè il sotterramento della paglia. Per quanto concerne l'assetto societario, è dubbio che una Srl con capitale sociale di 10mila euro possa garantire sugli eventuali danni che un impianto classificato come insalubre di I classe introduce di fatto nel territorio".

Secondo Capitanata Rifiuti Zero, inoltre, ci sarebbe un'aggravante: "Non si tratta dell'unico inceneritore che vedrà la luce nella Daunia, ma altri impianti sono stati autorizzati o sono previsti a Foggia, Torremaggiore, Castelluccio Valmaggiore, Carapelle; e a Manfredonia, vicino Borgo Tressanti, quello del Gruppo Marcegaglia è in fase di accensione (secondo indiscrezioni, si starebbero facendo dei test con la paglia, combustibile solido considerato alternativo ai rifiuti) nonostante gli esposti dei comitati ed una denuncia alla Unione Europea già all'attivo".

"Il contributo energetico di queste centrali è del tutto trascurabile, in una Puglia che produce già il doppio di energia elettrica rispetto al suo fabbisogno. In particolare, la Daunia è diventata una colonia energetica, dove è stata installata negli ultimi anni il 20% della potenza nominale (cioè, lorda) di eolico in Italia e sono state accese ben due centrali turbogas - l'ultima a San Severo, mentre l'altra proprio a Candela a due passi dall'eventuale inceneritore di Sant'Agata -, che emettono grandi quantitativi di anidride carbonica e nanoparticelle altamente cancerogene".

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