Incendio via Pinto, Coldiretti: “Evidentemente diamo fastidio ad alcuni soggetti”

Salcuni e Donnini duri contro l'amministrazione comunale, che non avrebbe risolto il problema dell'incompatibilità tra le aziende agricole della Coldiretti e gli altri commercianti

Le bancarelle distrutte

“Evidentemente diamo fastidio ad alcuni soggetti” è il duro commento del presidente della Coldiretti di Foggia, Pietro Salcuni, poche ore dopo l’incendio al mercato rionale di via Luigi Pinto. “L’amministrazione comunale, piuttosto che sostenere una categoria onesta e una attività produttiva fra le poche oggi ad offrire ancora opportunità di lavoro, tutelando nello stesso tempo gli interessi dei consumatori che trovano nei prodotti a chilometro zero convenienza e qualità, preferisce girarsi dall’altra parte facendo finta di non vedere o di non rendersi conto di quello che accade in quel mercato” prosegue.

Sì, perché l’ennesimo incendio che questa notte ha definitivamente distrutto i box dell’area mercatale dove ci sono anche aziende agricole associate alla Coldiretti, ha mandato su tutte le furie Salcuni: “Ormai da due anni stavamo pietendo all’amministrazione comunale di Foggia una diversa collocazione per il mercato degli agricoltori, attesi i continui “avvertimenti” ricevuti e puntualmente denunciati che avevano progressivamente distrutto i box in legno che la stessa Coldiretti aveva allestito all’interno del mercato dove, è bene ricordarlo, sono presenti anche diversi commercianti” aggiunge il presidente.

Lo stesso sottolinea l’incompatibilità tra i commercianti targati Coldiretti e non, precisando di aver ricevuto risposte vaghe e appelli a cavilli burocratici, nonostante norme nazionali e regionali obblighino i comuni a destinare apposite aree per l’effettuazione delle vendite dirette da parte degli agricoltori: “Più volte direttamente interpellati sia Mongelli che i vari assessori succedutisi, hanno ribaltato una decisione che non poteva che essere politica ai funzionari comunali che, fra cavilli vari ed interpretazioni personalistiche delle norme, ci hanno tenuto sulla corda fino ad ora. E pensare che quegli stessi funzionari non avevano esitato ultimamente a rinnovare le autorizzazioni ai venditori di angurie, che non sono aziende agricole, ad aprire i propri chioschetti in vari punti del centro di Foggia” tuona Donnini.

“Purtroppo è duro constatare come quest’ultimo episodio sia una ennesima dimostrazione del livello di insicurezza e di illegalità in questa città e della relativa incapacità da parte delle istituzioni di fronteggiare questi fenomeni salvaguardando da una parte le categorie produttive e dall’altra i singoli cittadini.

Faccio appello pertanto a tutte le forze oneste di Foggia, organizzazioni di categoria, sindacati, associazioni, perché facciano quadrato facendo prevalere il sostegno alla legalità su ogni altro interesse di parte: probabilmente si riuscirà così a fare emergere quello che di buono è ancora rimasto in questo Paese e che troppo spesso continuiamo a non riscontrare nella politica”.

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