San Giovanni Rotondo si rialza, telecamere avrebbero ripreso l'incendio (e gli autori): si lavora per un presidio del 115

Domani il comitato sull'ordine e la sicurezza pubblica in Comune alla presenza del Prefetto e dei vertici delle forze dell'ordine. L'iter per il presidio dei vigili del fuoco va avanti. Vanno avanti le indagini dei carabinieri

Un'immagine dell'incendio

E' ripresa questa mattina, seppur a rilento, l'attività di raccolta rifiuti a San Giovanni Rotondo, la città di San Pio ancora molto provata dall'incendio di vaste proporzioni appiccato nel deposito della Tekra in località Pozzocavo. Rogo devastante che nella notte tra il 29 e 30 luglio scorsi ha provocato danni per parecchie migliaia di euro all'azienda di Angri che da tre anni gestisce il servizio in città, distruggendo 33 mezzi e provocando la sospensione del servizio per ben due giorni, durante i quali, per fortuna, non si sarebbero verificati particolari disagi. La città avrebbe risposto positivamente all'appello lanciato dal sindaco Michele Crisetti, che ai sangiovannesi aveva chiesto "uno sforzo comune". 

Nel frattempo procedono senza sosta le indagini dei carabinieri del posto e del comando provinciale per risalire agli autori dell'atto incendiario. Un contributo importante lo avrebbero fornito le immagini del sistema di videosorveglianza in cui si vedrebbero almeno due persone, forse tre, tagliare la recinzione del deposito ed appiccare il rogo in più punti. 

Il grave episodio della notte di fuoco e follia, ha riaperto la discussione sulla necessità, per San Giovanni Rotondo, il quinto comune della provincia di Foggia per numero di abitanti, di dotarsi di un comando dei vigili del fuoco.

Su Facebook, rispondendo alla domanda-richiesta di una cittadina, il sindaco ha spiegato che è già in atto l'iter per un presidio permanente del 115: "Abbiamo anche i locali, stiamo facendo quello che è in nostro potere di fare. Io sono abbastanza fiducioso. Nel frattempo per il periodo estivo abbiamo un distaccamento dei vigili del fuoco per 12 ore al giorno presso il comando della polizia locale. Certo è insufficiente ma è un inizio per arrivare all'obiettivo finale" ha sottolineato.

Grande preoccupazione per l'inquietante episodio è stato sollievato in commissione Ambiente alla Camera, dall'on. Michele Bordo: "Si tratta di un gesto gravissimo che avrebbe potuto provocare un disservizio significativo nella raccolta quotidiana dei rifiuti, con conseguenze pesanti per i cittadini. Ho chiesto comunque al governo di profondere ogni sforzo per assicurare alla giustizia i responsabili di tale grave ed inquietante gesto e per evitare che simili episodi possano ripetersi in futuro"

E domani, presso il Municipio della città di San Pio, sulla vicenda si terrà il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato in via urgente dal Prefetto Raffaele Grassi.

Tutto questo mentre lo scrittore e giornalista Giulio Cavalli, in un articolo pubblicato su TPI News, definisce l'episodio di San Giovanni Rotondo "un attacco frontale allo Stato compiuto alla luce del sole, un’intimidazione fatta da chi si sente talmente forte da non avere nemmeno l’accortezza di doversi nascondere".

Il finalista del premio Campiello non risparmia qualche frecciatina ai media e ai politici: "Se lo Stato avesse voglia di fare lo Stato (e la politica si occupasse di cose più importanti dei piccoli litigi di bottega), oggi San Giovanni Rotondo sarebbe presidiata e sulla bocca di tutti. Ma questa è la sicurezza che conta, mica quella che raccoglie voti"

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