Filmato incastra piromane: arrestato per aver dato fuoco alla pineta di Serracapriola

L'operazione del Corpo Forestale dello Stato. Un arresto di grande significato per Foggia: oggi, infatti, ricade il 7° anniversario dal devastante incendio di Peschici, rogo che rimase impunito

Il fotogramma

Le immagini non lasciano spazio all’immaginazione. La rete di microcamere - una decina in tutto - piazzate dagli uomini del Comando Forestale dello Stato di San Nicandro Garganico Bis nella pineta di Serracapriola, infatti, hanno immortalato il responsabile di almeno due incendi appiccati, volontariamente e ripetutamente, nel sottobosco di un’area boscata in località “Longara” nel comune di Serracapriola, luogo ricadente in parte nel Parco Nazionale del Gargano e sito d’interesse comunitario, dove da alcune settimane si registravano incendi e roghi di varia entità.

A rispondere del reato di incendio boschivo doloso sarà un 36enne di San Severo, Daniele Gianluca Mennella, pregiudicato, colto sul fatto mentre con un accendino innescava il fuoco direttamente dalla sua autovettura. Almeno due i casi a lui riconducibili: un incendio risale al 14 giugno, l’altro al 19 luglio sempre nella stessa zona, ovvero sul ciglio di una strada interna alla pineta che porta ad alcuni stabilimenti balneari e quotidianamente frequentata da turisti.

Nel primo caso, infatti, il rogo è stato interrotto quasi sul nascere da alcuni bagnanti che si sono adoperati per spegnere le fiamme con acqua, frasche o altri mezzi di fortuna. Il secondo incendio, invece, ha avuto conseguenze più gravi: le fiamme avevano raggiunto in breve tempo i due metri di altezza, trasformando i pini d’Aleppo in enormi torce. Per il fatto è stato reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale di Foggia.

ECCO COME DAVA FUOCO ALLA PINETA: IL VIDEO

Un arresto, quello operato dai Forestali, di grande significato per la provincia di Foggia: oggi, infatti, ricade il settimo anniversario dal devastante incendio di Peschici, un rogo disastroso che rimase impunito, nonostante la puntuale e capillare attività investigativa.“E’ la riaffermazione dei principi di legalità ambientale, in un settore, come quello degli incendi boschivi, nel quale il fuoco viene ancora troppo spesso attribuito a fatalità o a cause fortuite, mentre si tratta di un delitto compiuto deliberatamente con la precisa volontà di arrecare un danno”, precisano dal Comando Forestale. L’incendiario, che ha già precedenti penali, rischia ora una pena da 4 a 10 anni con l’aggravante che il reato è stato commesso in un’area protetta.

Dall’inizio dell’anno si sono verificati in Puglia 110 incendi boschivi, di cui 37 in provincia di Foggia, mentre nello stesso periodo dello scorso anno gli incendi erano stati 15. Anche se la stagione estiva si preannuncia ancora meno grave di altre sul fronte del fuoco non viene meno l’impegno dell’intero sistema antincendio, e, in particolare del Corpo forestale dello Stato che interviene con tecniche investigative sofisticate e supportate da strumenti tecnologici, che concorrono a superare le notevoli difficoltà del reato di incendio boschivo, perpetrato in ambienti naturali esterni, con facilità di accesso e di allontanamento, spesso in assenza di tracce rilevanti.

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