Cronaca Serracapriola

Brucia la pineta di Longara tra Marina di Lesina e Serracapriola: in fumo quasi cinque ettari di bosco dietro le spiagge incontaminate

L'incendio è divampato domenica sera, quasi certamente di natura dolosa. In cenere soprattutto il sottobosco che oggi continuava a fumare. L'area è privata

Oggi fumava ancora la pineta di Longara, in prossimità della foce del Fortore, in agro di Serracapriola, nello spazio retrodunale che i vacanzieri di Marina di Lesina considerano da sempre parte del villaggio, per quanto ricada nella giurisdizione di un altro comune.

Uno spaventoso incendio è divampato domenica sera: le fiamme alte, spinte dal forte vento, erano visibili distintamente anche dalla frazione balneare di Lesina. Sono andati in fumo quasi cinque ettari.

Il fuoco, probabilmente agevolato dall'arco naturale creato dagli alberi, si è propagato da un lato all'altro della strada sterrata che dall'ultimo lido, il Mirage, attraversa il bosco passando per i vecchio fabbricato delle suore. Dopo quasi due chilometri, poco più di uno dalla foce, quindi a metà del litorale prima del fiume, ora il paesaggio è lunare.

A bruciare è stato soprattutto il sottobosco (come si evince dal video girato questa mattina), minando però la stabilità dei fusti che ora andrebbero messi in sicurezza. Per centinaia di metri, la pineta è sepolta da una coltre bianca di cenere. Alcuni alberi hanno ceduto.

Piccoli focolai ardevano ancora dopo ore e dopo l'intervento di vigili del fuoco e protezione civile, subito allertati, che hanno bonificato la zona. L'odore acre di bruciato si infila nelle narici. Un viale tagliafuoco che conduce al mare in direzione Fortore, per fortuna, ha fatto il suo dovere e limitato i danni. Si propende per la natura dolosa dell'incendio ma non è escluso che sia partito da un barbecue.

La pineta si affaccia su un lungo arenile sabbioso, spiagge davvero incontaminate e selvagge, raggiungibili facilmente anche a piedi con una passeggiata in riva al mare. Superato il lido Mirage, per chi non lo sapesse, si entra già nel territorio di Serracapriola, tant'è che lo stabilimento ha chiesto al Comune limitrofo il rilascio di una ulteriore concessione demaniale per piantare altri ombrelloni in virtù delle esigenze di distanziamento per l'emergenza Covid.

Si tratta di un'area Sic (Sito di Importanza Comunitaria) e Zona di Protezione Speciale. Per i lesinesi è il bosco della Fiumara. Sono soprattutto loro, i turisti e i proprietari di case di Marina di Lesina a goderselo più che i serrani. E l'incendio è stato un colpo al cuore. 

"Per fortuna - conferma il sindaco di Serracapriola Giuseppe D'Onofrio - l'incendio è stato radente, sottobosco, non è stato di chioma, per quanto mi hanno riferito". È un operaio dell'Arif e conosce molto bene la zona di Torre Fortore dove ha lavorato in passato.

Il bosco di circa 650 ettari, però, è privato e lo si evince anche da vecchi cancelli. A ricordarlo è il sindaco D'Onofrio: "I proprietari sono gli eredi Nativio di Pescara. Prima una zona era in gestione al Corpo Forestale dello Stato, ma ora sono dieci anni che non si fa più manutenzione". Difficile intervenire. "Per la prima volta, quest'anno ho fatto rimuovere i rifiuti abbandonati - fa sapere il sindaco - dobbiamo smaltirne altri, già accumulati, e completare il lavoro".

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