Lunedì, 2 Agosto 2021

A fuoco l'area recintata di Parco San Felice, nessuna risposta alle pec della 'Società Civile': "Avevamo paventato il rischio incendi"

L'incendio, dovuto probabilmente alla numerosa presenza di detriti, è stato domato senza causare danni a cose o persone. Ma La Società Civile chiede un repentino intervento nell'area

Dopo alcuni mesi di prolungate polemiche, torna in auge la questione Parco San Felice. È di due giorni fa la notizia di un incendio scoppiato all'interno dell'area di parco inizialmente affidata alla Asd Rovelli con una determina dirigenziale del 22 maggio 2019. Com'è noto, l'area fu recintata, ma la determina dirigenziale n. 171 diramata lo scorso 22 febbraio annullò il precedente affidamento imponendo alla associazione il ripristino dell'area e l'eliminazione della recinzione i cui lavori erano stati effettuati "senza le dovute autorizzazioni rilasciate dagli uffici competenti". Alla determina seguì una Ordinanza dirigenziale che disponeva nuovamente la rimozione della recinzione alla Asd Rovelli, la quale subito dopo presentò ricorso al Tar. 

La recinzione è ancora presente, malgrado in alcuni punti i ragazzi abbiano creato dei piccoli varchi per garantirsi l'ingresso: "Lì ci entra chiunque, spesso i ragazzini ci giocano", spiega Lucia Aprile dell'Associazione La Società Civile. Il problema è che l'area non è soggetta a manutenzione da parte degli operatori preposti e versa in uno stato di incuria totale. Ragion per cui l'associazione foggiana, alcune settimane fa ha segnalato, tramite una pec, al Commissario prefettizio Marilisa Magno e ai vigili del Fuoco, l'assenza di manutenzione e il conseguente stato di degrado in cui versa quella porzione di Parco, circa un ettaro, paventando il rischio incendi: "Riteniamo che, in attesa dell’esito del ricorso, la porzione di parco pubblico debba essere comunque restituita alla cittadinanza, essendo Parco San Felice uno dei pochi polmoni verdi della città. Inoltre, il perdurare di questa situazione e l’incuria successiva ha fatto sì che lo spazio recintato sia stato sepolto da erbacce che in alcuni punti raggiungono il metro di altezza. È evidente che con le temperature che ci apprestiamo a vivere c’è il fondato pericolo di fenomeni di autocombustione [...] Ed è evidente - si legge nella lettera - che in caso di autocombustione delle erbacce questi bambini corrono un pericolo molto grave".

"Dal 25 giugno, data in cui abbiamo inviato la prima pec al Commissario e, in copia, ai Vigili del Fuoco, non abbiamo ricevuto alcuna risposta", fa presente Lucia Aprile. Neppure i successivi solleciti, l'ultimo dei quali datato 7 luglio, hanno sortito gli effetti sperati: "Capisco i tempi burocratici nel formulare una risposta, ma laddove i cittadini segnalano un problema immediato e facilmente riscontrabile recandosi sul posto, è disarmante il fatto che non vengano presi i provvedimenti necessari", puntualizza la Aprile. "Adesso non stiamo parlando della rimozione della rete, che ormai sembra si tratti di una impresa titanica, ma di curare l'area per evitare che diventi una campagna aperta in centro. Basterebbe semplicemente aprire un po' di più la recinzione per consentire agli operatori di entrare e fare pulizia". 

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