Cronaca

"Incendi appiccati da mani insanguinate di criminali senza rispetto di niente e di nessuno"

Il commento dell'arcivescovo di Manfredonia-San Giovanni Rotondo-Vieste Franco Moscone all'indomani dell'incendio sul Gargano

Incendio sul Gargano

"Il nostro “Amato Gargano” continua a bruciare". Fiamme alte anche 20 metri, alimentate dal vento caldo che spira in questi giorni, stanno distruggendo da quasi due giorni il patrimonio naturalistico del territorio tra Vico del Gargano e Ischitella, creando preoccupazione nei residenti e nei turisti alloggiati nelle vicine località di San Menaio, Foce Varano e Lido del Sole, per l’alta colonna di fumo ben visibile e dalle zone costiere e dai comuni vicini (qui tutti i dettagli).

"Non è possibile continuare ad assistere inermi a questi scempi! Non è possibile continuare a vedere il nostro Gargano deturpato e danneggiato da incendi di chiara cultura ancestrale, prepotente e delinquenziale, appiccati certamente da mani insanguinate di criminali senza rispetto di niente e di nessuno. Tutti noi garganici abbiamo bisogno di ben altro e sentiamo il dovere civico di opporci con ogni forza al vecchio andazzo di omertà, indifferenza, insensibilità verso il comune “tesoro” del Creato affidato alla nostra custodia e ammirazione, che richiede cura e rispetto da parte di tutti. Dobbiamo imparare a vedere la bellezza che ci circonda, sempre, nella quotidianità del vivere. Impegniamoci, perciò, a proteggere noi stessi e il Creato anche dalle nefaste forze di chi con tali insensati gesti ci minaccia e vuol farci capire che ha le mani sul territorio e che intende ancora una volta sopraffare tutti e tutto. Rinnovo ancora una volta l’ invito urgente per un dialogo sereno e fraterno sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta e del nostro territorio in particolare, certo che tutti possiamo collaborare, come strumenti di Dio, per la cura della creazione, ognuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie iniziative e capacità. La Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II sottolinea che: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore”. L’augurio che rivolgo è quello di essere autentici custodi del Creato, capaci di rendere reali i sogni che stanno nei nostri cuori, certi di saperli vivere coerentemente"

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