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L'auto incendiata in via Lungo Iana

L'auto incendiata in via Lungo Iana

Incendiò auto a San Marco in Lamis: esclusa l’aggravante del metodo mafioso

Rigettato l’art. 7. La condotta di Angelo Modola, il ragazzo che il 19 ottobre del 2017 provocò l’incendio di tre autovetture, non è stata caratterizzata dall’aggravante nella forma del metodo mafioso

Anche il Tribunale del Riesame di Bari ha rigettato l’appello proposto dal Pubblico Ministero in ordine all’aggravante mafiosa, ritenendo che la condotta di Angelo Modola (difeso dall'avv. Angelo Gaggiano), seppur grave, non è stata caratterizzata dall’aggravante nella forma del metodo mafioso. L’art. 7 (d.lv. 152/’91) era già stato dichiarato decaduto dal Gip. Il Pm aveva fatto appello ma il primo febbraio il Tribunale del Riesame lo ha definitivamente rigettato.

Le immagini dell'incendio

I fatti

Intorno alle 3.30 della notte del 19 ottobre 2017, in via Lungo Iana a San Marco in Lamis, il ragazzo, a volto scoperto, aveva appiccato il fuoco ad una Volkswagen Polo Cross. Le fiamme avevano avvolto anche una Kia Rio e una Lancia Ypsilon parcheggiate nelle vicinanze. Angelo Modola era stato incastrato dalle telecamere del sistema di videosorveglianza. Rintracciato la sera successiva in piazza Europa, ai carabinieri aveva ammesso le sue responsabilità (ascriverà il gesto alla volontà divina), a dimostrazione di un’indole remissiva e tutt’altro che intimidatrice. Nella decisione finale ha giocato un ruolo importante anche la documentazione medica secondo cui Modola era "soggetto affetto da stato depressivo reattivo”

Le precisazioni dell'avv. Gaggiano

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