Cormorani killer devastano impianto di itticoltura sull'isola di Varano: danni per 500mila euro

L’azienda è situata nel territorio del Parco del Gargano, l’imprenditore ha chiesto all’ente di risarcire l'ingente danno provocato dai volatili. Il Parco ha riconosciuto il danno, ma dice di non avere risorse per risarcirlo

Foto di repertorio

Il vicepresidente del Consiglio regionale Giandiego Gatta si esprime sulla vicenda di un impianto di itticoltura "devastato dai cormorani". Si tratterebbe di quantitativi enormi di specie ittiche pregiate, orate, spigole e anguille. Un danno che si aggirerebbe intorno ai 500mila euro per l'azienda che opera sull'Isola di Varano dagli anni Ottanta: "Grazie ad una disastrosa politica iperprotezionistica fino alla miopia, la fauna selvatica si è moltiplicata con progressione geometrica ed è arrivata a produrre danni gravissimi anche dal punto di vista economico" spiega l'esponente in Regione Puglia di Forza Italia.

Prosegue l'avvocato e consigliere regionale di Manfredonia: "Oltre al danno anche la beffa: poiché l’azienda è situata nel territorio del Parco del Gargano, l’imprenditore ha chiesto all’ente di risarcire l'ingente danno provocato dai volatili. Il Parco ha riconosciuto il danno, ma dice di non avere risorse per risarcirlo. Allora, appare evidente che si debba fare qualcosa e subito: o il Parco viene dotato di risorse finanziarie per poter far fronte ai danni subíti dalle imprese situate nel suo perimetro per opera della fauna selvatica (lupi, cinghiali, storni e cormorani); oppure vanno rivisti i confini del Parco del Gargano, eccessivamente estesi e disegnati male, per manifesta impotenza dell'area protetta a ristorare gli operatori economici che operano nel suo perimetro. Senza strumenti economici adeguati per sostenere, stimolare e, nel caso, risarcire le aziende presenti, il Parco non ha ragion d’essere"

Gatta conclude: "Nel frattempo, all’imprenditore danneggiato va la nostra più sincera solidarietà perché operare in un contesto simile è oltremodo difficoltoso. Anche la Regione dovrà sollecitare il Ministero dell'Ambiente a rivedere il ruolo del Parco Nazionale, fornendo ad esso adeguate dotazioni economiche perché, diversamente, una riperimetrazione dell'area protetta, giá di per sé saggia, sarebbe una scelta doverosa. A breve, presenterò una mozione a riguardo da sottoporre al Consiglio regionale”.

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