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Foto: AndriaLive.it

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Trani, inchiesta I.Da.Pro: indagati amministratori ditte foggiane

Tra gli indagati dell'inchiesta che riguarda l'I.Da.Pro. di Trani, figurano anche gli amministratori della Ecospano snc di Bovino, del macello e della ditta Mescia Rocco & F.lli srl di Foggia

Tra i 68 indagati dell’inchiesta condotta dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, relativa all'utilizzo da parte della I.Da.Pro di Trani dei sottoprodotti e scarti di animali nella catena alimentare, figurano anche gli amministratori della Ecospano snc di Bovino, del macello comunale e della ditta Mescia Rocco & F.lli srl di Foggia.

Indagati per partecipazione all’associazione per delinquere, diretta al falso e all’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, configurato nella pratica di miscelare gli scarti al fine di produrre materie prime da commercializzare illegalmente.

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Il bilancio della frode ammonterebbe a 3 milioni di euro. Raggiunti da avvisi di garanzia anche 13 medici veterinari e un biologo.

Secondo il Corpo Forestale dello Stato, nell'azienda della BAT esisteva solo sulla carta una linea di separazione nella trasformazione delle varie categorie di sottoprodotti di origine animale (Soa). Tutto ciò con la complicità dei gestori di cinque macelli, di 13 veterinari e di un biologo, che certificavano per buoni e di alta qualità scarti animali che invece erano da destinare a una linea di trasformazione dedicata.

I controlli sono stati incentrati sul tipo di lavorazione e le autorizzazioni relative ai Sottoprodotti di origine animale (Soa) di categoria 1 e 3; i primi, in particolare, identificabili nelle carcasse di animali morti per cause diverse dalla macellazione e perciò materiali specifici a rischio, classificati come rifiuti speciali.  Materiali che, se immessi nella catena alimentare quali mangimi, possono determinare un elevato rischio per la salute umana.

Nel periodo di indagine la I.Da.Pro avrebbe immesso sul mercato 3.200 tonnellate di grasso, diretto all'alimentazione dei polli allevati in rilevanti realtà economiche del centro-nord Italia, in Albania. Alcune partite erano dirette ad allevamenti spagnoli, gli unici ad accorgersi della pessima qualità della materia prima fornitagli.

Fonte: Ansa

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