Cronaca

Tar restituisce titoli abilitativi e porto di pistola tolti a guardia giurata

Vincenzo del Vicario, SAVIP: "Una condizione kafkiana, che vede uomini inconsapevoli precipitati in un circuito di alienante e mortificante colpevolizzazione e di limitazioni lavorative

SAVIP -  “Appare davvero singolare che debba essere il TAR della Puglia a restituire dignità e lavoro alle guardie giurate della provincia di Foggia, a fronte di davvero singolari provvedimenti di ritiro di armi per mere denunzie delle quali non è mai dato conoscere né il contenuto né gli autori”

IL CASO - “La storia che raccontiamo, uguale ad altre verificatasi nel foggiano, è quella di un collega che è stato denunciato per reati dai quali, siamo certi, uscirà assolto. Con provvedimenti privi di qualsiasi incolpazione determinata, dalle motivazioni oscure, e senza consentirgli alcuna preventiva difesa, una guardia giurata è stata privata dal Prefetto, sulla base di proposta dal Questore di Foggia, di titoli abilitativi e porto di pistola. Sostanzialmente impedendogli di effettuare il proprio lavoro.

Il TAR della Puglia (Sezione Terza), con ordinanza del 19 aprile 2012, in via d’urgenza ha sospeso i provvedimenti prefettizi e ha restituito i titoli al collega. Il TAR ha osservato, in generale, che, in assenza di specifici indici di pericolosità, non basta una semplice denunzia all’autorità giudiziaria per giustificare l’adozione di un provvedimento tanto grave e, nel caso di specie, ha notato che nel provvedimento non è neppure indicata la condotta tenuta dalla guardia, ma solo il reato per il quale è  stato deferito all’A.G..

Purtroppo, non si tratta di un caso isolato: il rigorismo a senso unico ha, di recente, colpito un altro collega, con un balletto di provvedimenti fondati sulla semplice denunzia all’A.G., questa volta addirittura da parte di un privato. I fatti non risultano riscontrati da autonome indagini di polizia e non sono stati nemmeno portati a conoscenza dell’interessato che si è dovuto contentare di fumose e assolutamente generiche motivazioni.

Una condizione kafkiana, che vede uomini inconsapevoli precipitati in un circuito di alienante e mortificante colpevolizzazione e di limitazioni lavorative contro la quale il SAVIP ha già formalmente protestato con la Questura e per la quale non si mancherà di sostenere i colleghi nelle opportune sedi.

Resta da chiedere quanto costi ai singoli ed alla collettività questa mancanza di attenzione e sensibilità per i diritti dei lavoratori e per le più elementari regole a tutela dei cittadini nel procedimento amministrativo”.

 

 

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