Grilli scambiati per scarafaggi 'volanti'. Lipu: "Nessuna invasione, disinfestazioni minacciano salute dei cittadini"

La Lipu chiarisce alcuni aspetti circa la presunta invasione degli scarafaggi. Altro non sarebbero, invece, che dei grilli della specie Campestris e Bimaculatus

Un grillo


In questo periodo si assiste al consueto ciclo annuale di presenza di Grilli nelle nostre campagne e, per circostanze che dovrebbero essere salutate come positive, anche in molti centri abitati.

L’effetto di questa presenza si traduce nel ritmico canto notturno che questi ortotteri ci regalano tra fine estate e inizio autunno. Un’atmosfera che dovrebbe essere salutata come un privilegio rispetto alle metropoli inquinate e a tutti i problemi di invivibilità delle nostre città.

Tutto ciò premesso, la Lipu di Capitanata non ci sta e prova a fare chiarezza circa le lamentele e le segnalazioni dei foggiani e le disinfestazioni avviate in alcuni comuni per porvi rimedio. "Nell’ignoranza, alcuni cittadini, purtroppo, non hanno associato il simpatico canto notturno a questi piccoli esseri scambiandoli per… scarafaggi ! E per di più, volanti!

Per la sezione foggiana della inlus "il tam tam allarmato sui media e sui canali social ha trasformato il fenomeno in una inesistente “invasione” di blatte con relativo sdegno e richiesta ingiustificata di disinfestazione, prontamente promessa (e avviata) per le prossime ore dalle aziende preposte ai servizi di igiene urbana"

“Grilli, sono solo Grilli, null’altro che innocui Grilli, quelli che hanno ispirato le favole dell’infanzia – ironizza Enzo Cripezzi della LIPU -, fanno il loro banale mestiere di nutrirsi di vegetali e di cantare allietando le nostre serate. Non sono feroci, non portano la peste!”

Si tratta quindi di grilli, della specie 'Campestris e Bimaculatus' che dovrebbero solo allietarci. Non c’è nessuna invasione di scarafaggi volanti e, anzi, la LIPU chiede che non seguano massicci quanto inutili interventi di disinfestazione che minacciano la salute dei cittadini e contribuiscono ad alterare gli equilibri ecologici. Piuttosto, sarebbe costruttivo far conoscere ai più giovani questo simpatico insetto e il suo comportamento, contribuendo a una cultura più amica della vita selvatica.

“E’ avvilente – conclude Cripezzi - non solo la scarsa conoscenza sulla natura che ci circonda, e quindi la perdita di quella che era la nostra cultura rurale, ma anche la pericolosa disinvoltura con cui sono emotivamente invocati trattamenti insetticidi che alla lunga possono contaminare l’ambiente e minacciare, questi si, la nostra salute e paradossalmente tante specie che si nutrono di mosche, zanzare & C.”.

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