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La grandine a Candela

La grandine a Candela

Grandinata a Candela, sindaco chiede lo stato di calamità. Cia fa il punto della situazione

Non solo grandine, ecco le 7 piaghe dell’agricoltura pugliese. Fenomeni climatici ‘impazziti’ sempre più intensi e frequenti. Carrabba, Cia Puglia: “Stiamo affrontando il verificarsi di troppe variabili negative”

All’indomani del nubifragio e della violenta grandinata che ha colpito i Monti Dauni e in particolare Candela, provocando ingenti danni alle colture, alle strutture e alla viabilità, il sindaco Nicola Gatta fa sapere che chiederà subito lo stato di calamità al governatore della Regione Puglia.

Ma a lanciare l’allarme su quanto accade da alcuni mesi a questa parte in Puglia è Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani: “Per gli agricoltori, il rischio di perdere il raccolto è aumentato in maniera esponenziale. Le grandinate, le alluvioni e le gelate, come dimostrano gli episodi delle ultime settimane, si verificano sempre con più frequenza e intensità. Se i rischi aumentano, allora anche l’apparato normativo che regola assicurazioni e risarcimenti deve rispondere in modo più adeguato ai cambiamenti climatici in atto”. Pomodoro e vigneti le colture più colpite.

Le precipitazioni di ieri fanno il paio con l’analogo e ancor più preoccupante episodio avvenuto il 19 giugno scorso a Lesina e con le alluvioni che nei mesi scorsi hanno messo in ginocchio tutto il subappennino dauno. “Quella che un tempo era l’eccezione, oggi è diventata la regola. Non si tratta del solito coro di lamento degli agricoltori: i cambiamenti climatici vanno affrontati con la consapevolezza che tutto sta cambiando e bisogna attrezzarsi in tempo” ha spiegato Carrabba, che evidenzia come il 2016 si stia caratterizzando come la stagione delle “7 piaghe dell’agricoltura”. “Stiamo affrontando il verificarsi di più variabili negative: al crollo dei prezzi corrisposti ai produttori, si aggiungono i cambiamenti climatici, la violenza di vecchi e nuovi batteri come la Xylella. Per non parlare di politiche europee deboli e contradditorie, degli squilibri del mercato globale, della voracità delle multinazionali e dell’azione posta in essere dalle agromafie”.

La CIA Agricoltori Italiani, con ancora più forza negli ultimi anni, sta sostenendo l’innovazione in agricoltura, il ricambio generazionale, progetti che aumentino il potere contrattuale e le potenzialità delle aziende agricole attraverso la creazione di cooperative, consorzi, distretti produttivi, filiere corte, sostenibilità e multifunzionalità. “Lo sforzo sostenuto dal mondo agricolo è di eccezionale rilievo e non va mortificato, ma incoraggiato, sostenuto con politiche nazionali ed europee adeguate al momento epocale che stiamo vivendo. Per questo, come ha detto il nostro presidente nazionale, è sempre più necessario rafforzare e rendere più tempestivi sia gli interventi in caso di crisi sia gli strumenti di gestione del rischio, come quelli assicurativi e mutualistici".

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