16 richieste di rinvio a giudizio: sul GrandApulia piovono accuse, tra le ipotesi di reato c'è anche il disastro ambientale

14 persone e 2 società dovranno presentarsi il prossimo 29 novembre all’udienza preliminare. Le accuse, a vario titolo, reati ambientali e illeciti amministrativi connessi alla costruzione del centro commerciale nella zona industriale di Foggia

Tegola GrandApulia. Sono in tutto 16 le richieste di rinvio a giudizio per presunti reati ambientali e illeciti amministrativi connessi alla costruzione del centro commerciale nella zona industriale di Foggia. 14 persone e 2 società dovranno presentarsi il prossimo 29 novembre all’udienza preliminare fissata dal Gup Domenico Zeno, che ha così accolto l’istanza del sostituto procuratore Miriam Lapalorcia.

Si tratta di tutti coloro che, a vario titolo, hanno partecipato ai lavori di demolizione delle strutture insistenti nell’area ex Sfir e alla riqualificazione con costruzione del complesso commerciale. E quindi, per la prima parte, di: Saverino Pasquale Creta, in qualità di direttore dello stabilimento di Foggia Sfir, Giampiero Ridolfi, legale rappresentante pro tempore Sfir, Michele Ciotti, direttore dei lavori, Mauro Tininini, legale rappresentante Corbat spa, impresa esecutrice dei lavori di demolizione degli immobili ex Sfir, Oronzo Gesmundo, legale rappresentante di ‘Gesmundo Demolizioni srl’.  Per il secondo step: Antonio Sarni, legale rappresentante Finsud srl, Alberto Arvalli, progettista dei lavori, Claudio De Bellis, legale rappresentante Sideco srl,  il dirigente del Comune di Foggia Francesco Paolo Affatato, Giuseppe Caroprese, titolare dell’impresa ‘Caroprese Giuseppe srl’, Giovanni Locampo, titolare dell’impresa esecutrice ‘La Nuova Costruzione srl’, Michelangelo Marseglia, direttore Asi Foggia e responsabile dei lavori, Alfonso Tropeano, direttore operativo, Giovanni D’Errico, direttore dei lavori, la FinSud srl e la Sfir spa.

Le accuse vanno dal disastro ambientale alla realizzazione di discarica abusiva in concorso e aggravata, dall’avvelenamento di acque alla mancata bonifica, e ancora lottizzazione abusiva, truffa, abuso d’ufficio (di quest’ultimo è accusato il dirigente del Comune di Foggia, Affatato, che “dichiarando falsamente che il predetto intervento ricade su area ‘non soggetta ad alcun vincolo, adottava la determina n.1125 del 21.09.2012 di non assoggettabilità a VIA del progetto di realizzazione del centro commerciale denominato GrandApulia procurando intenzionalmente a FinSud un ingiusto vantaggio patrimoniale). I fatti sono avvenuti tra il 2010 e il 2015 e il 25 novembre 2016 portarono al sequestro della mega struttura prossima all’apertura e dell’intera area ex zuccherificio Sfir, in fase di riconversione (a cui poi fu concessa la facoltà d'uso).

Le accuse della Procura

Nel dettaglio (nota 2016) la Procura contesta l'omessa bonifica dell'ex sito industriale, la realizzazione di una discarica abusiva di rifiuti speciali e la realizzazione di un piano di lottizzazione abusiva a fini edificatori commerciali. Per quanto riguarda il primo punto contestato, gli inquirenti avevano rilevato la mancata bonifica di un sito industriale potenzialmente contaminato, "nonostante le evidenti risultanze derivanti dalle analisi delle acque sotterranea (tutte non conformi alle 'concentrazioni-soglia' per nitriti, fluoruri, solfati, triclorometano, tricloroetilene, tetracloroetilene)".“

Ancora, sostiene la Procura, sarebbe stata realizzata una "discarica abusiva di rifiuti speciali in corrispondenza delle ex vasche di lagunaggio del sito industriale, riempite e livellate attraverso miscelazione e successivo tombamento del materiale derivante dalla demolizione di 107 immobili presenti sullo stesso sito industriale e dalla demolizione degli argini delle stesse vasche", insieme ai rifiuti presenti all'interno delle stesse e derivanti dai processi di decantazione nel tempo effettuati dall'ex zuccherificio.

A ciò si aggiungerebbe il materiale proveniente dalla movimentazione delle terre da scavo prodotte in concomitanza dei lavori e che, come dimostrato anche dai rilievi dell'Arpa, risulterebbe "del tutto inidonieo all'impiego per ripristino abientale". Per quanto attiene, invece, alla materia edilizia-urbanistica, viene contestata una imponente lottizzazione abusiva a fini edificatori commerciali, a partire dal 2010, "scientemente portata avanti negli anni da Finsud mediante la frammentazione dell'area in più comparti e la parcellizzazione dei titoli edilizi con l'obiettivo di occultare l'unicità e l'inscindibilità dell'intervento edilizio" e di conseguenza eludere i vincoli insistenti sui terreni oggetto di edificazione  e gli oneri procedimentali connessi agli stessi (parere dell'Autorità di Bacino, nulla osta della Soprintendenza, Valutazione di Impatto Ambientale).

"L'apposizione dei sigilli al complesso si è resa necessaria - concludevano dalla Procura nel 2016 - per la gravità dei reati contestati, implicanti in caso di condanna la confisca dei terreni e degli immobili e/o la riduzione in ripristino dello stato dei luoghi), della rilevante compromissione dei beni ambientali, paesaggistici ed urbanistici tutelati dalle norme incriminatrici oltrechè del pericolo potenziale per la salute pubblica generato dalla contaminazione delle estese matrici ambientali coinvolte".

Parti offese la Regione Puglia (destinataria, secondo l’accusa, “di un danno patrimoniale di rilevante gravità” per mancato versamento di ecotassa) e il Comune di Foggia, in persona del sindaco pro tempore. Non è chiaro se i due enti si costituiranno parte civile.

Per il GrandApulia non si trattò di un fulmine a ciel sereno. Quanto contenuto nelle carte della Procura era stato già denunciato nel tempo da Paolo Urbani (docente presso Università di Chieti, Roma Tre e Luiss), in qualità di legale della LI.COS. srl, società proprietaria dei terreni confinanti con quelli sui quali andava prendendo forma la mega operazione commerciale. Ancora prima, nel gennaio 2015, era stato lo stesso funzionario del Comune di Foggia Antonio Puzio, in una relazione dell'Avvocatura inviata all'allora assessore all'Urbanistica Antonio De Filippis (su richiesta della stessa Urbanistica), a dare riscontro di irregolarità già agitate dalla LI.COS. Argomenti finiti in una interpellanza dell’allora capogruppo dei Fratelli d'Italia Giuseppe Mainiero. (leggi qui).

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