Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Finsud posa prima pietra all’ex Sfir, mega centro commerciale sarà realtà

I Sarni attivano il cantiere nella zona Asi di Borgo Incoronata. Saranno 800 i nuovi posti di lavoro previsti, 150 i negozi e 8 le sale cinematografiche. Intanto, Pippo Cavaliere rinuncia al Suap

Nei giorni in cui i marchigiani depositano al Comune di Foggia il megaprogetto per un parco polifunzionale da 264milioni di euro, si apre il cantiere per la costruzione del secondo centro commerciale nella zona Asi di Borgo Incoronata. E’ il progetto “GrandApulia”, della società Finsud degli imprenditori Sarni, inserito nell’accordo di riqualificazione e riconversione dell’area ex Sfir sottoscritto nel  dicembre 2007 tra Regione Puglia, Provincia di Foggia, Comune di Foggia, Consorzio ASI, sindacati dei lavoratori e la stessa SFIR.

A 5 anni e mezzi da quell’accordo, gli uffici comunali hanno rilasciato oggi la concessione edilizia. Si può partire. L’area, di 200mila metri quadrati, è stata già recintata. Il cantiere, a regime, darà lavoro a circa 300 operai secondo prime stime. 800 invece le unità che potrebbero trovar lavoro nel centro commerciale che sarà di cinquantamila metri quadrati con 105 negozi in galleria, 8  sale cinematografiche, ristoranti.

L’inaugurazione è fissata per novembre 2014. Certamente un’ottima notizia per la città. Meno per la vendita al dettaglio, che a più riprese ha tentato di far sentire la sua voce contro la grande distribuzione commerciale. Per la Cisl si tratta di “un segnale di inversione di tendenza in un momento di grave crisi economica”. Un “segnale incoraggiante” anche per la Confcommercio che sottolinea, tuttavia, “la necessità, oggi più che mai, di focalizzare l’attenzione sul piano del commercio del Comune di Foggia”.  Ed al piano del commercio si appella anche il segretario  del circolo di Rifondazione Comunista  “Che Guevara”, Giorgio Cislaghi, che pone l’attenzione sulla sopravvivenza dei piccoli esercizi commerciali: “il pericolo vero – sostiene - è quello di spostare il “cuore commerciale” della città in periferia.

E CAVALIERE RINUNCIA AL SUAP. Ma se “respira” il fronte economico, grane – le ennesime - si registrano sul fronte politico amministrativo. Non è trascorsa, infatti, una settimana dal minirimpasto di deleghe dal sindaco Mongelli, che la quadra ritrovata fa registrare la prima defezione. A rinunciare alla nuova delega è Pippo Cavaliere,  assessore “tecnico” già titolare della Valorizzazione del patrimonio comunale, al quale Mongelli aveva affidato il Suap, il “ghiotto” sportello alle Attività Produttive lasciato vacante dal Psi.

Una mossa,  quella “tecnica”, studiata a lungo da Mongelli, anche per sottrarre una materia così delicata dalle mire nel frattempo sopraggiunte dei partiti di maggioranza (noto il pressing del Pd per incassarla ma anche nelle ultime ore, appresa la rinuncia di Cavaliere, dell’Unione di Capitanata). Cavaliere ne fa una questione di “deontologia professionale: il lavoro di professionista/consulente che svolge per conto di altri enti diversi dal comune di Foggia non è incompatibile, per legge, con i settori (urbanistica, edilizia, lavori pubblici) del Suap. Ma per l’assessore è una questione di “trasparenza e di opportunità, principi che dovrebbe sempre sottendere l’attività amministrativa”, scrive in una missiva a Mongelli. Il sindaco incassa. Il Suap è nuovamente nelle sue mani. Il pressing dei partiti riparte. 

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