Festival del libro, Volpe: “Rumori assordanti, rifiuti e poca gente: un flop”

Dura critica del Rettore dell'Università di Foggia. Le macchine transitavano normalmente in via Arpi. I rumori dei motori disturbavano gli incontri. Piazze sporche e cassonetti debordanti di spazzatura

Giuliano Volpe

Ieri di ritorno da un convegno sono andato in Largo Civitella per assistere alla presentazione del libro di Claudio Volpe nell'ambito del Festival del libro. Dopo l’inaugurazione di venerdì in Piazza Cesare Battisti, speravo di trovare un clima effervescente, nonostante i miei timori mi facessero ipotizzare una realtà ben diversa. C'erano circa 20 persone (ma mi risulta che in altre piazze c'era molta meno gente).

Foggia non è una città molto attenta ai fatti culturali e la percentuale di lettori è certamente molto bassa: questo lo sapevamo. E il festival punta certamente ad avvicinare al libro persone che hanno scarsa dimestichezza con le pagine scritte.

Ma a parte la scarsa partecipazione, ci sono altre cose da segnalare. Nonostante questa iniziativa le macchine transitavano tranquillamente in via Arpi: se nemmeno in queste occasioni si ha il coraggio e la forza di pedonalizzare il centro storico, mi chiedo quale sia il senso stesso dell'iniziativa.

La discussione, che coraggiosamente il presentatore e l'autore sviluppavano, era disturbata dal rumore delle auto e dei motorini. Per non parlare delle piazze sporche, dei cassonetti debordanti di spazzatura. Mi sono personalmente vergognato anche nei confronti degli invitati.

Se uno degli obiettivi dell’iniziativa consisteva nel rivitalizzare il centro storico e nel renderlo più vivibile, questo obiettivo non è stato raggiunto. Bisogna saper essere autocritici. Inoltre, si è verificato quello che temevo fortemente: una iniziativa organizzata in maniera frettolosa e senza un vero progetto culturale si è risolta in un flop, che rischia di mettere in discussione anche la prosecuzione.

Se si vorrà proseguire (ed io sono per questo obiettivo) bisognerà organizzare un comitato scientifico serio e qualificato, si dovrà dare una identità specifica alla manifestazione (non si possono presentare i libri che le case editrici decidono di concedere) in un panorama parecchio affollato di iniziative simili, si dovrà ragionare un po' più in grande.

Sono francamente stufo di dover accettare la logica del ‘meglio di niente’, delle iniziative approssimative, dilentantistiche, organizzate certamente con molta buona volontà ma senza reali competenze e senza un vero progetto. In questi casi forse è meglio niente.

Chiunque visiti un festival del libro tra i tanti organizzati in Puglia (penso ad esempio a Polignano o a Bisceglie, ma gli esempi potrebbero essere tanti anche solo limitandoci a casi pugliesi), trova un clima, una partecipazione ed una organizzazione ben diverse. Perché a Foggia non dovrebbe essere possibile? Perché bisogna sempre volare basso e rassegnarsi al ‘meglio di niente’?

Ho personalmente sostenuto l’iniziativa, anche se avevo detto chiaramente che avrei preferito puntare ad una edizione più organizzata, con i tempi e le modalità necessari per una iniziativa di qualità. Ho sollecitato l’adesione dell’Università e il contributo della Fondazione Apulia felix. Ma per il futuro, o si elaborano progetti seri e di qualità oppure io non ci starò.

 

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