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Autovelox 'trappola' a Zapponeta, il giudice annulla le multe ma il Comune non molla e ricorre in appello

Il VeloOk piazzato all'ingresso del paese è l'incubo degli automobilisti. Il consigliere indipendente Francesco Iacoviello invita concittadini e forestieri a impugnare i verbali: "Non siate pigri, la giustizia è dalla vostra parte"

Il Comune di Zapponeta non vuole darla vinta agli automobilisti beccati dall'autovelox e graziati dal giudice di pace di Manfredonia. Ha deciso di resistere in appello contro cinque sentenze con cui sono stati accolti altrettanti ricorsi e annullate le multe.

L'amministrazione comunale, presentando appello dinanzi al Tribunale di Foggia, intende far valere le sue ragioni, corroborate anche dal parere del responsabile del settore Polizia Locale, l'ispettore capo Maria Assunta Buonpensiero, che ritiene non condivisibili le sentenze per due ordini di ragioni: la "erronea individuazione delle norme del codice della strada da applicare alla fattispecie in questione da parte del giudice di pace" e la presenza di sentenza su caso specifico che costituisce precedente.

Fin qui il Comune si era limitato a costituirsi in giudizio e resistere nei procedimenti di opposizione davanti al giudice di pace. In questo caso, le spese per la difesa, secondo quanto previsto dalla convezione stipulata, sono a carico della società Esse3, ed è il Comune a conferire l'incarico al legale. Privo del Servizio Avvocatura, si è avvalso di un professionista esterno.

Il settore Affari Generali ed Economico Finanziario, con determina del 25 febbraio, sulla scorta della deliberazione di Giunta del 10 febbraio che disponeva l'appello contro le sentenze del giudice di pace di Manfredonia, ha affidato l'incarico all'avvocato di Manfredonia Francesco Le Noci, che già si era occupato della difesa del Comune nei giudizi davanti al giudice di pace e quindi conosce i fascicoli e le motivazioni che hanno portato alle sentenze. La somma complessiva impegnata nel bilancio di previsione è di 3mila euro.

Frattanto, continuano ad arrivare gli atti di citazione in giudizio davanti al giudice di pace di Manfredonia perché i ricorsi fioccano.

Il nemico degli automobilisti indisciplinati si trova sulla Sp 141 delle Saline al chilometro 18. La velocità massima consentita in quel tratto di strada è di 50 chilometri orari. Prendendo ad esempio un verbale, un automobilista che passa a 66 chilometri orari, con la velocità ridotta secondo tolleranza di legge a 61, paga una sanzione di 173 euro, somma maggiorata di un terzo se l'infrazione è stata commessa dopo le 22 e prima delle 7. Oltre ai 3 punti in meno sulla patente. Naturalmente, la multa lievita se non viene pagata entro i 5 giorni.

L'apparecchio installato all'ingresso di Zapponeta da due anni è il VeloOk, box arancione che all'apparenza potrebbe essere confuso con un bidone. È sempre stato uno strumento piuttosto controverso. Non sempre contiene all'interno il misuratore elettronico per il rilevamento delle violazioni ai limiti massimi di velocità, a volte funziona solo da deterrente.

Ad aprile del 2019, il Comune ha stipulato un contratto con un raggruppamento temporaneo di imprese composto da tre società, capofila la Esse 3 srl, che gestisce il servizio. Peraltro, considerata la durata di 24 mesi dell'affidamento dovrebbe essere in scadenza, e toccherà con tutta probabilità alla prossima amministrazione decidere se rinnovarlo o meno.

Una delle principali obiezioni alle colonnine riguarda la presenza di una pattuglia della polizia locale nelle vicinanze, come prevede la legge. In questo caso, dai verbali di accertamento della violazione al Codice della strada si evince che la strada figura nell'elenco contenuto nel decreto prefettizio di individuazione delle strade per l'installazione di dispositivi o mezzi tecnici automatici di controllo del traffico dove non vi è l'obbligo di contestazione immediata. Il decreto del prefetto di Foggia (all'epoca Mariani) è datato 12 giugno 2018. Il giudice può stabilire, però, se il dispositivo risulti omologato o meno.

A leggere le determine di liquidazione alle società del raggruppamento, sono migliaia i verbali.

"Non siate pigri, fate i ricorsi", è l'invito del consigliere comunale Francesco Iacoviello, oggi indipendente (nel 2016 era assessore e dopo cinque mesi il sindaco gli ritirò le deleghe), che ha segnalato ai cittadini la delibera e relativa determina con cui il Comune di Zapponeta ha deciso di ricorrere in appello.

"Il Comune ha deprovincializzato quel tratto di strada", spiega a FoggiaToday inquadrando la vicenda. "Hanno portato in Consiglio comunale la deprovincializzazione e io ho votato contro. Una volta deprovincializzata, da strada extraurbana secondaria diventa strada urbana, quindi il limite è di 50 all'ora". Lui aveva proposto, piuttosto, due rotatorie, con "un semaforo davanti alla scuola elementare all'altezza della traversa di via Nettuno, quindi proprio al centro del corso, e l'altra rotatoria all'uscita. Ormai tutti i comuni adottano questo sistema, con rotatorie belle da vedere". Ha suggerito anche il Photored, per rilevare e sanzionare il passaggio col rosso.

"Ci sono molti modi per rallentare il traffico. Hanno scelto l'autovelox solo per fare cassa". Tutte cose che ha già ampiamente riferito in Consiglio comunale, talvolta anche in maniera veemente. È convinto che il Comune, piuttosto, debba concentrarsi sul recupero dell'evasione dei tributi locali. "Si stanno appellando perché quelle somme sono importanti, altrimenti vanno in disavanzo di cassa". Da tre anni il Comune è Bandiera Blu, ma la trappola all'ingresso non depone certo a favore del turismo. "Lo scoraggia". Chi prende una multa, in definitiva, specie se non sfrecciava a tutta velocità, preferisce non tornare, per non rischiare.

La posizione di quel Velo Ok, peraltro, non ha mai convinto il consigliere Iacoviello perché c'è un ponte: "In discesa non si vede". E poi i costi di gestione, spedizione dei verbali e manutenzione per lui sono troppo alti.

Alcuni automobilisti, specie nel caso delle somme più basse, hanno preferito pagare, "per me sbagliano perché comunque bisogna vedere se sono omologati".  Da qui l'accorato invito, da cittadino prima che da consigliere, rivolto ai suoi concittadini e ai "poveri passanti forestieri" a fare ricorso anche per somme modeste. Ne prevede una valanga. "La giustizia - li rassicura - è dalla vostra parte".

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