Cronaca Apricena

Omicidio Niro: minacce e intimidazioni a testi, 35enne arrestato ad Apricena

Suo modus operandi caratterizzato dalla scelta di non minacciare direttamente il teste ma di fare "terra bruciata" intorno a lui, isolandolo dal contesto sociale

Avrebbe perseguitato e minacciato alcuni testi del processo sull’omicidio di Andrea Niro, avvenuto ad Apricena il 27 aprile del 2011, per il quale Di Summa Salvatore e Martello Luigi sono stati recentemente condannati in primo grado, entrambi a 26 anni di reclusione.

De Cato Giovanni, detto Jonnino, è ritenuto responsabile di atti persecutori, violenza e minaccia aggravata.  Dalle indagini dei carabinieri, diretti dalla Procura della Repubblica di Lucera, è emerso che De Cato, per indurre uno dei testi cardini a rendere falsa testimonianza, aveva fatto circolare la voce tra conoscenti ed amici, che Di Summa, una volta uscito dal carcere, lo avrebbe fatto uccidere.

Atti persecutori e minacce finalizzate a garantire l’impunità dei responsabili di un delitto efferato, con un modus operandi tipico della criminalità organizzata, caratterizzato dalla scelta di non minacciare direttamente il teste ma di fare “terra bruciata” intorno a lui, isolandolo dal contesto sociale.

Grazie alla sua azione denigratoria e intimidatoria, il 35enne – riferiscono gli inquirenti -  era riuscito a far licenziare l’uomo dal posto di lavoro dopo aver detto al titolare della ditta dove era impiegato che la sua presenza lo avrebbe messo in difficoltà.

La vittima, tra l’altro, una volta licenziata non era riuscita a trovare lavoro altrove, poiché le voci messe i giro da Jonnino erano giunte anche gli altri datori di lavoro a cui si era rivolto. L’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale di Lucera.

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