Manfredonia celebra la “Giornata del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe

Riccardi: “Un dovere raggiungere una memoria condivisa. Anche solo per un istante, facciamo un passo indietro nel tempo e fermiamoci a riflettere”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Il 10 febbraio si celebra la Giornata del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe. Cosa sono le foibe? Le foibe sono voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall’erosione dei corsi d’acqua, che possono raggiungere anche i 200 metri di profondità. Tra l’ottobre del 1943 ed il maggio del 1945 numerosi italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia furono uccisi dai comunisti di Tito. Catturati nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni, vennero imprigionati e poi gettati ancora vivi nelle foibe.

Altri trecentocinquantamila dovettero abbandonare tutto e scegliere la via dell’esilio in Italia, costretti dagli accordi italo-jugoslavi a lasciare le terre dov’erano nati, dove avevano casa e avevano costruito un’esistenza. Nel 2004 il Parlamento Italiano ha votato una legge che fissa il 10 febbraio come Giornata del Ricordo “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra”. Una data simbolica perché rimanda al 10 febbraio 1947, quando fu ratificato il trattato di pace che sanciva il passaggio alla Jugoslavia delle ex province italiane dell’Adriatico.

“Il Comune di Manfredonia aderisce alla Giornata del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe. È un dovere morale delle istituzioni, oltre che civile e politico, impegnarsi - afferma il Sindaco, Angelo Riccardi - affinché la società che si rappresenta raggiunga una memoria condivisa degli avvenimenti che caratterizzano la propria storia. Una ricorrenza attraverso la quale le future generazioni possano ricordare sempre il massacro delle foibe e delle persecuzioni in Istria, Dalmazia e nelle varie province nel 1945, durante l'occupazione jugoslava di Trieste, Gorizia ed Istria. Il 10 febbraio, anche solo per un istante, facciamo un passo indietro nel tempo e fermiamoci a riflettere”.

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