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Cronaca Cerignola

Puzza, schiuma bianca e acque marce: così Cerignola puzza di morte. Lovecchio: "La città deve sapere"

L'on. M5S: “I cittadini e gli imprenditori agricoli di Cerignola hanno bisogno di chiarezza. nei giorni scorsi in Commissione Ambiente è stata audita una delegazione dei Medici per l’Ambiente. Dobbiamo spingere tutti ad un massimo controllo degli organi competenti a Cerignola, Arpa Puglia in primis”

“Come già per il Canale Lagrimaro -, che dopo l’interessamento della società civile e i riflettori puntati dalla stampa è stato sequestrato lo scorso luglio dalla Procura di Foggia per essere diventato uno sversatoio di rifiuti anche pericolosi e con rischio di scarico in mare - intendo andare avanti, informare e sollecitare le autorità competenti su quanto accade nelle campagne di Cerignola. I cittadini hanno lanciato una petizione on line chiamata Cerignola puzza di morte”.

È quanto dichiara l’onorevole del M5S Giorgio Lovecchio, membro della Commissione Bilancio e della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati dopo l’articolo e l’inchiesta video del quotidiano l’Avvenire, che mostra sospette schiume bianche e delle acque marce, che fanno presagire un pericoloso avvelenamento delle falde in agro di Cerignola, una terra martoriata dalle agromafie e dal fallimento della azienda di nettezza urbana Sia, oltre che dallo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Nelle carte dell’inchiesta Black land si dava conto “dell’interramento di rifiuti in zone che non avrebbero dovuto e potuto essere adibite a ciò, non essendo assolutamente idonee allo scopo e peraltro immediatamente adiacenti a zone agricole coltivate”.

“I cittadini e gli imprenditori agricoli di Cerignola hanno bisogno di chiarezza - continua il deputato pentastellato - nei giorni scorsi in Commissione Ambiente è stata audita una delegazione dell’Isde, i Medici per l’Ambiente. Il Parlamento sta agendo su una indagine conoscitiva sulla normativa che regola la cessazione della qualifica di rifiuto 'end of waste'. La tracciabilità certa e non cartacea dei rifiuti costituisce ancora oggi la mai repressa truffa del 'giro bolla' inventata dai camorristi ed è da sempre il punto essenziale per la concreta tutela della salute pubblica dal danno provocato dallo scorretto smaltimento di rifiuti industriali e agricoli in buona parte altamente tossici. Dobbiamo spingere tutti ad un massimo controllo degli organi competenti nei campi di Cerignola, Arpa Puglia in primis”.

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