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Uno striscione del corteo

Uno striscione del corteo

Foggia in piazza per il Gino Lisa: la manifestazione non decolla, ma bisogna continuare

In 2mila hanno manifestato per le strade di Foggia. In piazza anche amministratori, politici e sindacati. La Rete delle associazioni- promette - riuscirà a portare sui tavoli competenti la voce dei foggiani

Probabilmente la Capitanata avrebbe dovuto e potuto rispondere meglio. Di più. Più rumorosa. Era la sua occasione. Duemila i manifestanti riversatisi in piazza oggi, a Foggia, per chiedere la riattivazione dei voli dal Gino Lisa. Un numero di tutto rispetto ma probabilmente inferiore alle aspettative. Poco male, in ogni caso. Perché per la Rete delle associazioni di Capitanata l’evento di oggi (peraltro nato in pochissimo tempo e attraverso un tam tam sul web) non solo ha centrato l’obiettivo primario di aprire ufficialmente - e a partire dal basso, dalla società civile - una grande vertenza Capitanata,“che esiste – tuonano - e non può più essere ignorata”.

In particolare sul fronte trasporti. Ma rappresenta solo l’inizio. Il punto di partenza – garantiscono - di un percorso che non si fermerà certo al corteo di oggi o al Gino Lisa. Ma andrà avanti, andrà oltre. Perché, sia chiaro, le associazioni (54 in tutto) si fanno da oggi sentinelle della Capitanata, cani da guardia di un territorio troppo spesso calpestato e depredato per colpa di una classe politica e dirigente non ha saputo o voluto tutelarlo e difenderlo. La Rete – promette - riuscirà a portare sui tavoli competenti la voce dei foggiani. E a riscattarla, questa provincia. Ben vengano dunque le critiche. Ma che siano costruttive. Perché si è appena all’inizio e si può migliorare. Ma soprattutto perché non si accettano lezioni da nessuno. Men che meno da chi fino ad oggi poteva fare ed invece ha preferito sonnecchiare e girare la testa dall’altra parte.

E’ l’ora per politici e politicanti di fare un passo indietro. E non solo metaforicamente se è vero che già questa mattina consiglieri regionali e amministratori hanno dovuto lasciar la prima fila a loro, alle associazioni. Non senza una malcelata riottosità, che ha fatto registrare anche qualche momento di tensione. Ma tant’è. Le associazioni lo avevano chiarito sin dall’inizio: niente passerelle e simboli di partito (che in effetti non sono comparsi, neanche timidamente). Tocca alla società civile. E con un lungo striscione sul quale campeggiava la scritta “Meno aeroporto, meno turismo, meno lavoro. Cosa c’è di positivo? Grazie politici”, la Rete guidato il corteo dalla villa comunale fino a Piazza Cesare Battisti, accompagnata dai gonfaloni di numerosi comuni (su tutti quello di Foggia ) e della Provincia, dai sindacati, dalle associazioni di categoria (CCIA, Confcommercio, Confesercenti), dai lavoratori di Aeroporti di Puglia che rischiano di essere mandati a casa dopo il blocco dei voli. Così come rischiano il posto di lavoro i dipendenti della Hydro di San Severo, anch’essi oggi presenti.

Pochi invece i consiglieri regionali (notati tra la folla il Pd Marino, l’UdCap De Leonardis, i Pdl Di Gioia e Gatta). Ma pochi anche i provinciali e comunali. Numerosi invece gli amministratori, guidati dal presidente della Provincia Antonio Pepe e dal sindaco Gianni Mongelli. Nessun parlamentare. Assente quasi interamente l’area Sel, il partito della Regione Puglia Nichi Vendola. Ed è proprio all’indirizzo di Bari che sono state lanciate le accuse più forti, “responsabile di politiche troppo baricentriche che hanno mortificato il territorio di Capitanata”. “Perché - dice Valerio Rizzi - per l’allungamento della pista del Lisa ci stanno impiegando anni e Bari sono stati sufficienti scarsi 60 giorni?“. Alla Regione è stata chiesta la riattivazione immediata dei voli dal Gino Lisa. Preferibilmente con la stessa compagnia che ha lasciato (Darwin) perché del progetto “Air Vallee” proprio non si fidano.

Sfiduciano Aeroporti di Puglia, ma nessuno se la sente ancora di provocare un vero e proprio strappo istituzionale col presidente pugliese. C’è speranza. Men che meno se la sentono i sindacati, che seppur giudichino “incomprensibili” le scelte della Regione di far cessare i voli dallo scalo foggiano “che – ribadiscono - non è un lusso”, restano fiduciosi che qualcosa sul fronte trasporti questa vertenza la otterrà. Ma sono stati proprio loro, i sindacati, i destinatari di polemiche e critiche. Avrebbero dovuto parlare 5 minuti, se ne son presi 25 ciascuno: “così non si fa” si sfogano i cittadini su internet. Perché la passerella non è consentita a nessuno. Oggi proprio no. “Questa manifestazione è la testimonianza concreta che il senso civico di questa terra non è né corrotto né sopito” ha rimarcato Franco Carbone delle Acli. Si parte, dunque? “Si - dichiara un manifestante - faremo decollare il territorio. Insieme al Gino Lisa”.

 

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