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Il latitante catturato

Il latitante catturato

Catturato latitante, il covo di Russo un casolare di reperti archeologici

Rinvenute armi e reperti archeologici di un corredo funerario di tomba dauna nella disponibilità del presunto fiancheggiatore

Era evaso dagli arresti domiciliari lo scorso 11 luglio il latitante catturato dai carabinieri di Cerignola in una masseria di Ascoli Satriano in località Varcaturo. Russo Gianluca, classe 1979, era gravato da un provvedimento emesso dall’ufficio esecuzioni penali della Procura Generale della Repubblica di Bari poiché ritenuto responsabile di associazione per delinquere dedita a rapine, furti, estorsioni e violazioni della normativa sulle armi.

Per i reati commessi dal 2002 al 2012 l’uomo deve scontare 6 anni e 9 mesi. Insieme a lui è stato arrestato anche D.A.C., bracciante agricolo 54enne, presunto responsabile del reato di favoreggiamento personale che dovrà rispondere anche di violazione della normativa sulle armi, ricettazione e detenzione di reperti archeologici.

Dal giorno del suo allontanamento da casa, per arrivare a Russo i militari dell’Arma hanno compiuto controlli, servizi di osservazione, informazione e pedinamenti. Quando lo hanno raggiunto nel covo dove si era rifugiato, gli uomini in divisa si sono accorti di un sofisticato sistema di videosorveglianza che permetteva l’ ampio controllo territorio dell’area circostante il casolare.

Ma anche di una vera e propria “santa barbara”: una doppietta cal. 12, due fucili cal. 12, 105 cartucce da caccia di vario calibro, una pistola cal. 7,65 e una cal. 6,35 con i relativi serbatoi e 90 cartucce. Le armi, tutte regolarmente detenute dal presunto fiancheggiatore, erano nascoste tra attrezzi e mezzi agricoli risultando così, oltre che efficienti, immediatamente reperibili e pronte all’uso. Durante la perquisizione dei locali, sono stati trovati numerosi reperti archeologici, per cui è stato richiesto quindi l’intervento del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari.

I vasi le anfore e i cocci, risalenti al IV e III secolo a.C. sono parte di un corredo funerario di tomba Dauna. Erano beni di vita quotidiana dell’epoca e venivano tumulati insieme a chi li aveva posseduti in vita. Sono stati tutti sottoposti a sequestro e inviati alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Bari dove saranno eseguiti accertamenti volti risalire con maggiore certezza la loro provenienza, epoca e valore. Sequestrate anche le armi che saranno portate presso il RIS di Roma per accertare un loro eventuale impiego in episodi delittuosi, i due arrestati sono stati associati uno presso la Casa Circondariale di Foggia l’altro agli arresti domiciliari.

 

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