Cronaca

Bracciante morto e cadavere occultato: è giallo nei campi del Foggiano

La denuncia del coordinatore del Dipartimento Immigrazione della Flai-Cgil Puglia, Yvan Sagnet. Sull'accaduto è intervenuto anche Michele Bordo: "Morti accertate e presunte, quotidiani episodi di sfruttamento, non sono più tollerabili”

Immagine di repertorio

Ancora una morte nei campi, ancora un bracciante vittima dello sfruttamento dei caporali in Puglia? Questa volta sarebbe essere accaduto nel Foggiano, precisamente nei campi di Rignano Garganico, durante la raccolta del pomodoro, l’oro rosso di Capitanata.

Un giovane del Mali, impiegato come bracciante stagionale, sarebbe morto cadendo all’interno di uno dei 57 cassoni di pomodori che aveva appena raccolto e il suo corpo sarebbe stato successivamente occultato. Sarebbe. Il condizionale, fino a questo momento, è d’obbligo. Non una traccia del giovane bracciante, età presunta trent’anni e nessuna informazione sulle sue generalità.

Dell’accaduto, probabilmente, non si sarebbe saputo mai nulla se a rompere il silenzio non fosse giunto il coordinatore del Dipartimento Immigrazione della Flai-Cgil Puglia, Yvan Sagnet, che ha denunciato i suoi sospetti. La morte del giovane risalirebbe - secondo la sua versione dei fatti - a due domeniche fa. Da allora, del giovane nessuna notizia, e del suo cadavere non c’è traccia negli obitori né di San Giovanni Rotondo né di Foggia.

L’ipotesi - agghiacciante - che si va profilando è quella dell’occultamento di cadavere. Non si esclude, infatti, che lo stesso possa essere stato sepolto in qualche terreno del Tavoliere, in modo da cancellare, con due colpi di vanga e un po’ di terra, la tragedia. Se per le fonti ufficiali il condizionale è d’obbligo, c’è chi sull’accaduto mette la mano sul fuoco. Come una sorta di “segreto di Pulcinella”.

Loro sono i membri della Rete Campagne in Lotta che avevano annunciato l’accaduto - seppure scarno di dettagli e informazioni - davanti a centinaia di persone, durante l'assemblea pubblica tenutasi lunedì scorso al Centro sociale Scuria di Foggia. Per il giovane del Mali, in quell’occasione, venne osservato anche un minuto di silenzio. Le versioni dei fatti però sono discordanti. Per la Rete, infatti, il lavoratore sarebbe deceduto in ospedale a seguito del massacrante lavoro sui campi.

Ma nessun cadavere senza nome è presente nelle celle degli obitori dell’alto Tavoliere. Della vittima, al momento, non si conoscono nemmeno le generalità. E non sarà semplice risalirvi in tempi brevi dato il clima di terrore che si avverte nei campi. Per Sagnet, infatti, i caporali avrebbero “spaventato a morte i lavoratori” cucendo loro le bocche. Sull’accaduto è intervenuto anche Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE della Camera, che facendo riferimento ai sospetti sollevati, ha rinnovato “l'urgenza dell'azione di contrasto a questi fenomeni. Morti accertate e presunte, quotidiani episodi di sfruttamento, costante presenza di ghetti e baraccopoli non sono più tollerabili e ammissibili”.

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