Rignano Garganico prende le distanze dal Ghetto: "Noi ospitali, basta danni d'immagine"

Il Consiglio comunale sceglie le vie di fatto e delibera una diffida per le testate che associno ancora il villaggio di cartone nel territorio di San Severo al comune garganico

Il Comune di Rignano Garganico proprio non ci sta. E’ stanco e amareggiato e, messo spalle al muro, diffida qualunque testata o mezzo di informazione dal riportare ancora la dicitura “Ghetto di Rignano” (imperfetta, frutto di consuetudine) per indicare il villaggio della vergona che ogni anno accoglie, in condizioni inumane, centinaia di migranti impegnati nei lavori nei campi.

Da anni, infatti, il piccolo comune garganico cerca di prendere le distanze dal villaggio di cartone che sorge nelle campagne tra San Severo e Foggia, insomma in una zona di altrui competenza amministrativa. Ma, evidentemente, senza grandi risultati se il Consiglio comunale è stato costretto a deliberare – in data 26 gennaio, in sessione straordinaria ed in seduta pubblica – la “rettifica delle citazioni illegittime utilizzate dai mass-media nazionali per riparare i danni di immagine che l’intera comunità ha subito e subisce ancora”.

“Qualora le testate interessate non intervengano a modificare la denominazione e ubicazione del luogo esatto e del comune di appartenenza, l’Ente Comune, come parte lesa, si riserva di adire le vie legali per i danni subiti”. In merito alla paternità territoriale del ghetto c’è sempre stato uno scarica-barile, al termine del quale il comune di Rignano è rimasto schiacciato. L’ubicazione del sito, infatti, ricade in agro del comune di San Severo, per la precisione in contrada Torretta–Antonacci.

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“Rignano è un paese accogliente con perfetta integrazione tra cittadini extracomunitari e rignanesi”, si legge nella premessa della delibera. “Ma da diversi anni l’immagine di Rignano Garganico è danneggiata e offesa da continui articoli giornalistici e servizi televisivi sul “Ghetto di Rignano” dove gli extracomunitari vivono come bestie e al limite della schiavitù, nonostante le varie diffide e precisazioni del Comune”. Una associazione di idee, notizie ed immagini che va a ledere l’immagine del Comune che si candida ad aderire all’associazione Borghi Autentici d’Italia, come deliberato nella stessa seduta del 26 gennaio.

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