Ghetto dei Bulgari: le dichiarazioni del capo di gabinetto del Comune di Foggia

Angelo Mansella difende l'operato di Franco Landella ed esclude la trattativa con dei fantomatici caporali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

“Quanto dichiarato dal Sindaco è l'esatta esposizione dei fatti accaduti lo scorso 27 giugno: non solo non vi è stata alcuna trattativa con fantomatici "caporali", ma la giornata ha costituito l'occasione per il Comune di dare prova di fermezza, maturità e buona amministrazione; questo lo può affermare chi era presente sul posto ed ha conoscenza diretta dei fatti, non pseudo giornalisti o aspiranti tali che divulgano notizie false e tendenziose, le quali non dovrebbero trovare terreno fertile in alcuna parte.

Fermezza perché si è ribadita la necessità di eliminare quanto prima quello sconcio di insediamento, intollerabile vergogna per una società "civile", accettando tuttavia la proposta dei cittadini bulgari (non già di caporali) di lasciare spontaneamente il campo finita la raccolta dei pomodori, per avere la possibilità di mettere da parte un po' di soldi, di cui hanno estremo bisogno per le condizioni di povertà in cui versano; fermezza perché comunque sono state abbattute diverse  baracche vuote, in modo da scoraggiare il proliferare delle presenze e per rimarcare la determinazione dell'Amministrazione nel perseguire  l'obiettivo che si è dato.


Maturità perché non ha usato il pugno di ferro a danno di povera gente che vive in condizioni disumane, ma che vivrebbe ancora peggio se fosse privata delle misere baracche ivi allestite, che costituiscono l'unico riparo all'inclemenza del tempo; maturità ed anche umanità, perché anziché optare per l'istituzionalizzazione dei minori (rimedio estremo previsto dalla legge ma fortemente sconsigliato, che oltretutto si rivela estremamente oneroso  per l'ente locale) ha visto con favore la proposta di un urgente rimpatrio dei minori stessi, da loro familiari o parenti, così da toglierli dalla sporcizia e dalle pessime condizioni igienico-sanitarie a cui sono costretti; buona amministrazione perché si sono mantenuti l'ordine e la pace sociale nonché si è evitato un cospicuo esborso di danaro pubblico  per il pagamento delle rette agli istituti di accoglienza.

Se verrà mantenuta fede agli impegni assunti, come ogni persona di buon senso dovrebbe augurarsi, credo che il Comune avrà scritto una pagina degna di essere ricordata, poiché risolve  una questione estremamente grave e complessa, che riguarda non solo diverse centinaia di persone ma anche l'intera collettività, la quale non può sentirsi estranea a tale emergenza sociale.

A me, che sono stato testimone della vicenda ed in parte artefice delle determinazioni assunte, che spero fortemente si concretizzino, preme sottolineare la sensibilità del Sindaco e la buona attività politica posta in essere, avendo subito avallato la possibile, bonaria composizione della controversia, evitando paventati disordini e probabili resistenze da parte degli occupanti.

Un grazie particolare e sentito va da parte mia agli Agenti della Polizia Municipale intervenuti, coordinati efficacemente dal Tenente Fiano, ai tecnici della Protezione Civile che mi hanno affiancato, alle Assistenti sociali presenti, alle encomiabili Forze dell’Ordine messe in campo, ai solerti volontari dell'Associazione Fare Ambiente, all’Azienda ATAF che ha messo gratuitamente a disposizione un pulmino, all'interprete bulgara che ha permesso la reciproca comprensione, alla ditta incaricata che ha prestato ogni possibile collaborazione, con un costo del tutto modesto.

Se riflettessimo, poi su quanto dovremmo ritenerci fortunati per il nostro tenore di vita nonostante le attuali difficoltà, forse saremmo più solidali e disponibili verso coloro che hanno avuto meno fortuna di noi”.

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