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Donna uccisa a Orta Nova, in stato di fermo il presunto assassino che però si dichiara innocente: "Non sono stato io"

Omicidio Tiziana Gentile via Labellarte a Orta Nova in provincia di Foggia. In stato di fermo il presunto assassino Gerardo Tarantino, che durante l'interrogatorio ha detto di essere innocente

Questa mattina il pubblico ministero, dott. Roberto Galli, a conclusione delle preliminari attività di indagine, ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Gerardo Tarantino, il presunto assassino di Tiziana Gentile, la bracciante agricola 49enne uccisa ieri pomeriggio 26 gennaio nel suo appartamento di via Labellarte a Orta Nova.

Bloccato immediatamente dai carabinieri all'esterno del condominio teatro dell'atroce omicidio, che nel frattempo erano stati allertati dai vicini per le urla e i rumori provenienti dall'appartamento della donna, il presunto assassino e bracciante agricolo di 46 anni, presentava vistose escoriazioni e tracce ematiche sugli abiti e su alcune parti del corpo.

I militari dell'Arma hanno sfondato la porta dell'appartamento della vittima e rinvenuto il corpo senza vita di Tiziana Gentile, che presentava numerose ferite di arma da taglio. 

Gli accertamenti investigativi dei carabinieri del comando provinciale di Foggia, iniziati nell’immediatezza del fatto nell’ambito delle indagini condotte dal pubblico ministero per tutta la notte, procedono anche per valutare ulteriori responsabilità e riscontri sula dinamica omicidiaria.

Il fermato al termine delle formalità di rito sarà accompagnato presso la locale casa circondariale.

Ai carabinieri - stando alle dichiarazioni dell'avvocato difensore Michele Sodrio fornite all'Ansa, durante l'interrogatorio avvenuto la scorsa notte, Tarantino avrebbe dichiarato la sua innocenza: "Non sono stato io, non ho fatto nulla, state sbagliando persona". 

Sempre in caserma, l'uomo, devoto di San Gerardo e vicino alla locale confraternita, avrebbe compiuto gesti di autolesionismo, sbattendo in più di una occasione la testa contro il muro.

Sono in corso le indagini sui messaggi indirizzati al figlio e forse uno anche alla moglie, che l'uomo accusato del delitto Gentile, avrebbe postato qualche ora prima dell'accaduto, facendo intendere che di lì a poco sarebbe accaduto qualcosa. 

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