Senza stipendio da 15 mesi, il Comune non vuole pagare: lo strano caso del custode di Masseria Giardino

Gerardo Sabino ha portato il Comune di Foggia in Tribunale, la prima udienza nel marzo 2018. Quei mille euro che il Comune dovrebbe erogargli costituiscono l'unico reddito familiare

Gerardo Sabino al lavoro a Masseria Giardino

Lavora da oltre vent'anni per il Comune di Foggia ma da 15 mesi non gli vengono più corrisposte le spettanze. Per questo motivo ha ingaggiato una dura battaglia giudiziaria che, però, potrà conoscere fine (forse) solo nel marzo 2018 (un altro anno di attesa), periodo nel quale il Tribunale di Foggia ha fissato la prima udienza. Nel frattempo Gerardo Sabino, custode di Masseria Giardino, non sa come sbarcare il lunario: quei mille euro che il Comune dovrebbe erogargli costituiscono l'unico reddito familiare.

La storia, così come ci è stata raccontata dal suo legale, l'avvocato Michele Giagnorio, avrebbe anche una sua linearità. Almeno per vent'anni pare averla avuta. Le complicazioni sorgono dopo, esattamente nel 2013. Ma andiamo con ordine. Con delibera n.740 del 4.05.1993 il Comune di Foggia autorizzava il custode giudiziario dell'epoca, Matteo Di Mauro, ad assumere a tempo indeterminato un bracciante agricolo con l'incarico di guardiano, necessitando l'antica dimora federiciana di proprietà comunale di un sorvegliante a tempo pieno dell'area. Scelta che ricade, appunto, su Gerardo Sabino. 

Dieci anni dopo, e precisamente nel settembre 2003, all'atto di cessione della custodia giudiziaria e, pertanto, di consegna dei beni mobili ed immobili tra il custode ed il Comune di Foggia, si "trasferisce" anche la figura di Gerardo Sabino, continuando la struttura a necessitare di guardiania, e questo, ci spiega l'avvocato, senza alcuna opposizione da parte di Palazzo di Città. "Il rapporto di lavoro permane a tempo indeterminato e con la qualifica di operaio addetto alle mansioni generiche, inquadrato al I livello del CCNL Agricoltura" ci dice. Gerardo Sabino, che nel frattempo si è trasferito lì con la sua famiglia essendo il suo lavoro h24, si occupa di vigilare sulla buona conservazione di tutte le parti della Masseria, sul regolare funzionamento di tutti gli impianti oltre a curare l'ordinaria manutenzione dei giardini e degli spazi verdi e a preoccuparsi di comunicare tempestivamente all'amministrazione comunale eventuali problemi.

Per vent'anni il Comune di Foggia gli eroga le sue mille euro mensili con i relativi prospetti paga. Le cose cambiano nel 2013 quando il Comune continua sì ad inviargli i prospetti mensili, "ma a questi cominciano a non far seguito i contanti - racconta Giagnorio -, men che meno i contributi previdenziali". La situazione si sblocca grazie all'intervento del Tribunale del Lavoro a cui Sabino adisce con tanto di decreto ingiuntivo rispetto ai prospetti paga: ben due le sentenze, il Comune soccombe ed è costretto anche a pagare le spese (manco a dirlo). 

Sembrava conclusa la faccenda? Per niente. Perché dal gennaio 2016 a tutt'oggi Gerardo Sabino è tornato ad elemosinare ciò che gli spetterebbe a suo dire, con la differenza, questa volta, che il Comune di Foggia "non solo non ha continuato a corrispondere le relative retribuzioni per i mesi lavorati, ma non ha neppure provveduto a consegnare i prospetti paga" dichiara il suo legale che, venendo a mancare il titolo su cui agire con decreto ingiuntivo, ha dovuto rivolgersi alla giustizia ordinaria. 

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"Nei vari giudizi di opposizione ai decreti ingiuntivi ottenuti dal lavoratore il Comune di Foggia sostiene che il Sig. Sabino Gerardo non è un proprio dipendente, in quanto assunto dall'allora custode giudiziario dott. Di Mauro. Ma tali tesi oltre ad essere infondate, come già accertato in alcuni giudizi di opposizione, sono contraddette dallo stesso Comune di Foggia, che ha provveduto al pagamento di alcuni decreti ingiuntivi" spiega Giagnorio, che però alza le braccia: prima udienza per Gerardo Sabino marzo 2018. Nel frattempo lavora senza percepire alcunché, con tutte le difficoltà annesse e connesse di una famiglia senza stipendio. Ma poi, se il Comune è convinto della sua tesi, perché continua ad avvalersi della sua prestazione quotidiana? Come si chiama una situazione siffatta? (LE FOTO DI SABINO MENTRE LAVORA A MASSERIA GIARDINO)

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