Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Furto allo store dell'Università, Link Foggia: "E' dovere dell’ateneo tutelare gli studenti"

L'associazione studentesca: "Chiedere una adeguata sorveglianza deve essere un modo come un altro di chiedere un servizio adeguato alle necessità dello studente"

Torna a tenere banco la 'questione sicurezza' all'interno dei dipartimenti dell'Università di Foggia. Soprattutto, dopo il furto consumato lo scorso venerdì sera, ai danni dell'UniFg Store, attività commerciale basata sul merchandising del logo d'ateneo presente al piano terra del dipartimento di Giurisprudenza. "Esprimiamo ai ragazzi piena solidarietà per quanto subito, condividendo la sorte di tante attività commerciali foggiane, in gran parte gestite da giovani, che sono costretta a subire furti, a pagare il pizzo o a trovarsi saltuariamente il negozio incendiato" spiegano dall'associazione studentesca Link Foggia.

"I recenti fatti di Bologna devono indurre tutti ad una riflessione sulla sicurezza dei luoghi della formazione e il loro rapporto con la realtà delle città e dei contesti sociali spesso degradati con cui ci interfacciamo quotidianamente: l’Università deve continuare ad essere aperta a tutti, studenti e non, e la sicurezza non deve mai coincidere con un’atmosfera da militarizzazione".

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"È dovere delle istituzioni tutelare i cittadini, è dovere dell’ateneo tutelare gli studenti, non solo nella mera difesa dei loro effetti personali, ma ovviamente anche nelle loro necessità essenziali (sicurezza delle strutture, spazi adeguati per lo studio, igiene, e quant’altro). È dovere di tutti impegnarsi affinché l’Università sia un presidio di legalità, non solo formalmente e nelle occasioni pubbliche".

Ribattono gli studenti di Link Foggia: "Se è vero che venerdì è entrata nel dipartimento di Giurisprudenza la parte peggiore della città, è vero anche e soprattutto che quella parte della città esisteva prima di venerdì e continuerà ad esistere dopo qualsiasi provvedimento che vada ad intensificare la sorveglianza. Non ha senso pensare ai luoghi della formazione come a delle torri d’avorio, specie se si vuole veramente incidere nel tessuto sociale e nella cultura".

"Occorre aprire una fase di riconsiderazione del ruolo dell’università non come esamificio dimentico di ciò che lo circonda, ma come componente attiva della città, che sappia sì tutelare la sicurezza personale degli studenti, ma che non si chiuda a riccio verso l’interno. Chiedere una adeguata sorveglianza deve essere solo un modo come un altro di chiedere un servizio adeguato alle necessità dello studente, nella convinzione che questo genere di provvedimenti non esaurisce il dovere di tutela dei bisogni dello studente, anzi corrisponde solo ad una minima parte di quel dovere".

"Viviamo una città ed una realtà piena di contraddizioni, e non possiamo permettere che il dibattito si fermi alla cronaca nera. Il primo passo è quello dell’organizzazione dal basso. Noi, come studenti, saremo in prima linea, con azioni di sensibilizzazione, affinché si realizzino le condizioni di una vera crescita collettiva in questo senso".
 

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