Sgomento a Carlantino: rubato l'oro della 'Madonna della Ricotta'

Si tratta di anelli, collane e monili, tutti ex-voto donati nel corso degli anni dai fedeli per invocare la protezione della Santissima Annunziata. Sul fatto sono in corso le indagini dei carabinieri

La Madonna della Ricotta

C’è sgomento e incredulità a Carlantino, dopo la notizia dell’avvenuto furto degli ori della “Madonna della Ricotta” celebrata oggi nel paese dei Monti Dauni Settentrionali. Almeno 300 grammi di oro sono stati trafugati da ignoti e la scoperta del furto è avvenuta ieri, proprio alla vigilia della festa della Santissima Annunziata celebrata da secoli, sui Monti Dauni Settentrionali, con questo curioso appellativo (“della Ricotta”, appunto) che la ricongiunge al mondo dei pastori e alla tradizione della transumanza.

Secondo una stima sommaria ed approssimativa, si tratterebbe di oltre 300 grammi di oro, ossia la somma di tutti gli ex voto donati nel corso degli anni dai fedeli per invocare la protezione della Madonna. Oggetto di furto sono stati quindi anelli, collane e monili in oro. Un “tesoretto” custodito all’interno di un mobile, nell’abitazione del parroco del paese; lo stesso che, con altri fedeli, avrebbe dovuto “vestire” la statua della Madonna per la consueta processione di questa sera e che – accortosi del furto dei preziosi - ha immediatamente denunciato l’accaduto ai carabinieri.

Si tratta di un episodio che, al di là del valore commerciale degli oggetti rubati, colpisce la comunità carlantinese e la sensibilità dei fedeli che attendono questo giorno per pregare davanti all’effigie della Vergine che veglia sul cammino di uomini e animali permettendo agli uni e agli altri di compiere il proprio tragitto di transumanti alla ricerca di buoni pascoli.

LA MADONNA DELLA RICOTTA

La festa in onore della “Madonna della Ricotta”, infatti, unisce tre regioni - Puglia, Molise e Abruzzo - nel segno della grande tradizione culturale della transumanza. Ogni anno viene celebrata con la rievocazione di riti antichissimi, quali l’offerta della cagliata del latte fatta dai pastori alla Santissima Annunziata e la consegna delle chiavi del paese alla sua protettrice. Sul fatto sono in corso le indagini dei carabinieri.

Purtroppo, in provincia di Foggia, non è la prima volta che accadono episodi similari. Un caso eclatante risale a circa due anni fa, quando ad essere trafugata fu la corona posta sul capo della statua della Madonna dell’Incoronata: un blocco in oro massiccio con rubini e zaffiri del valore economico di oltre 20mila euro. Quello storico, religioso ed affettivo è invece inestimabile.

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