Spaccata da Junior in via Dante, al quinto furto il titolare sbotta: "Topi di fogna, reagiamo tutti altrimenti siamo complici"

Lo sfogo dei titolari: "Stiamo valutando se chiudere: lasceremmo quattro famiglie, quelle delle nostre dipendenti, per strada. Ci aspettiamo una reazione forte e compatta della società, altrimenti questa città muore”

L'attività colpita

“Sono topi di fogna legittimati dal nostro comportamento. Ci aspettiamo una reazione forte e compatta della società, altrimenti questa città muore”. Massimo Russo - ex segretario organizzativo della Lega e marito della titolare del negozio di abbigliamento ‘Junior’, in via Dante, a Foggia - va dritto al punto, mentre fabbro e operai sono all’opera per ripristinare i locali dopo il furto - l’ennesimo - messo a segno la scorsa notte.

“In 13 anni abbiamo subìto 5 furti (quattro consumati e uno tentato) tra il punto vendita di via Dante e il piccolo outlet di piazza De Sanctis. Stiamo seriamente valutando di chiudere bottega, rischiando, però, di lasciare quattro famiglie, quelle delle nostre dipendenti, per strada”, spiega alternando la rabbia per l’accaduto all’amarezza per la deriva della città.

Ingente il bottino del furto: chi ha agito ha portato via un centinaio di capi d’abbigliamento griffati (per lo più giubbotti e capi spalla) oltre denaro presente nel registratore di cassa. L’ammontare del bottino verrà compiutamente quantificato in sede di denuncia. Intanto, le telecamere dell’attività commerciale hanno ripreso tutta l’azione: ad agire sono stati due uomini che, intorno alle 4 hanno effettuato il primo sopralluogo e, poco dopo, hanno perfezionato l’azione.

Dalle immagini si vede chiaramente come i due abbiano spaccato il nottolino della porta d’ingresso dell’attività commerciale e, una volta all’interno, fatto razzia della merce in vendita, mentre la porta si è chiusa alle loro spalle. “Per 10 minuti sono rimasti ‘in trappola’ e hanno iniziato a spaccare mezzo mondo”, commenta incredulo Russo.

Così fino a quando, utilizzando una sedia, sono riusciti a infrangere la vetrata e fuggire. Una ‘spaccata’ al contrario, insomma. “Ci aspettiamo una reazione forte e compatta della società, che dica basta a questo stato di cose. Non vogliamo passerelle, solidarietà e vicinanza di nessuno. Vogliamo la reazione di tutti - conclude -  altrimenti siamo tutti complici”.  

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