Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

La crisi morde, imprenditore si sfoga dopo il furto subito: "Non si sta più tranquilli, è dura lavorare qui"

La notte del 5 giugno i ladri hanno fatto visita al centro stampa digitale 'Città design' di viale Fortore, angolo via Leone XIII a Foggia. Lo sfogo di Roberto Cianfano, titolare anche del ristorante-pizzeria Makari: "Mai visto un periodo così in trent'anni"

Hanno infranto il vetro del portone d’ingresso di 'Città design', messo a segno il colpo e nella fuga lasciato alcune tracce ematiche. Hanno agito indisturbati, nel silenzio della notte. E' di una stampante, un computer e l’incasso della giornata precedente, il bilancio del furto con scasso compiuto il 5 gennaio dai ladri, rimasti feriti nell’esercizio della loro attività criminale. Le tracce di sangue potrebbero rivelarsi utili all'individuazione dei responsabili da parte dei carabinieri, ma ciò non servirà a lenire la rabbia di Roberto Cianfano, l'imprenditore che medita di lasciare dopo aver investito tempo, soldi ed energie, da oltre trent'anni, nel tentativo di far crescre la città.

L’attività commerciale non è dotata di telecamere di videosorveglianza: “Installare le telecamere diventa complicato” spiega il titolare del centro stampa digitale di viale Fortore, angolo via Leone XIII a Foggia, preso di mira dai malviventi. Pur essendo una strada trafficata anche nelle ore notturne, nessuno avrebbe visto nulla. “Non ci si sente più liberi” tuona Cianfano che in città gestisce anche il ristorante-pizzeria Makari e che due anni fa aveva subito un analogo furto nell’altra sede di via Spalato. Peraltro, il 30 dicembre 2021, aveva subito un altro furto in casa. “Non si sta tranquilli, ma proviamo ad andare avanti” dichiara a Foggiatoday. “In questa città anche quando parcheggi la macchina, devi controllarla prima che la riprendi. Di recente mi hanno provocato un danno da duemila euro”.

Nondimeno, Cianfano e i suoi collaboratori devono fare i conti con l'emergenza sanitaria. A Foggia non si investe più come una volta, le attività sono ferme e non si trova personale adeguato o specializzato per la lavorazione di menù per ristoranti, locandine, manifesti, allestimenti di vetrine dei negozi, carte da parati e design. “Il Covid ci ha portato un disastro totale” evidenzia dispiaciuto e sgomento. Le spese sono aumentate, bollette e conguagli arrivati alle stelle. “Ci siamo visti costretti a spegnere il tabellone elettronico che fungeva da antifurto. E infatti ci hanno fatto visita la notte”.

Non se la passa molto meglio il settore della ristorazione. L’alto tasso di contagiosità della variante Omicron ha inferto un duro colpo alle attività. La gente è spaventata, non esce più. I ristoranti semivuoti durante le festività natalizie la cartina di tornasole: “Tanti appuntamenti sono stati annullati e non c’è stato mai il pienone, ma tavoli da due massimo quattro”. Con questi presupposti fare impresa in città sta diventando complicatissimo: “Mai visto un periodo così in 30 anni, non c’è più lo spirito di una volta. La vedo dura” chiosa Cianfano.

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