San Paolo di Civitate: rubano cellulare e chiedono il riscatto su Facebook

Arrestato per tentata estorsione un 17enne. Prima il furto del cellulare di un coetaneo, poi la richiesta del "riscatto" di 30 euro tramite social network. Per i carabinieri: "Un episodio di assoluta gravità"

Furto cellulare

Utilizzavano il loro profilo Facebook per minacciare ed estorcere denaro ad un loro coetaneo. Minacce, soprusi ed intimidazioni inviate tramite chat o messaggi privati che un sedicenne di San Paolo di Civitate riceveva quasi quotidianamente insieme a richieste di denaro che avrebbe dovuto soddisfare per recuperare il proprio telefono cellulare, sottratto a tradimento da uno dei suoi amici – poi rivelatosi un baby estorsore – qualche settimana prima.

Protagonisti della vicenda tre diciassettenni sanpaolesi: uno di loro aveva sottratto alla vittima designata il telefono cellulare, che gli sarebbe stato restituito solo previo pagamento di un “riscatto”, una somma pattuita tramite social network insieme ad altri due ragazzi, complici del tentativo di estorsione.

I familiari della vittima però, a conoscenza dell’accaduto, hanno informato i carabinieri della locale stazione che hanno iniziato, quindi, a monitorare i movimenti (sia reali che virtuali) dei tre bulletti di paese. Trenta euro la somma pattuita a seguito di una trattazione durata alcuni giorni; una somma apparentemente irrisoria, dietro la quale – spiegano i militari - si nasconde un episodio di assoluta gravità.

Sempre tramite social network era stato stabilito anche il luogo della consegna del “riscatto”, ovvero la villa comunale di San Paolo di Civitate, dove la vittima si è recata consapevole di essere controllata a vista da militari in borghese. All’appuntamento era presente solo uno dei tre bulli che, ricevuto il denaro, ha consegnato al ragazzo solo la sim card del telefono cellulare: per il resto, spiegava, occorrevano altri soldi.

Le rimostranze del ragazzo hanno suscitato la violenta reazione del bullo che ha iniziato a spintonare e minacciare pesantemente il malcapitato richiedendo, quindi, l’intervento dei militari. Il bulletto, colto in flagranza di reato, è stato quindi portato in caserma ed arrestato con l’accusa di tentata estorsione in concorso ed affidato ad una comunità di recupero; gli altri due minori coinvolti, invece, sono stati denunciati a piede libero.

 

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