Furto di alimenti in carcere: 5 arresti, 2 sono agenti di polizia penitenziaria

I due agenti sono finiti agli arresti domiciliari. L'accusa è di associazione a delinquere finalizzata al furto e al peculato. Arrestati due detenuti e l'autista del furgoncino del forno sul quale viaggiava la merce

Foto conferenza stampa

Chili di pomodori, tonno in scatola, formaggio e mozzarelle sottratti quasi quotidianamente, insieme ad olio, frutta e vino, dalla cucina della casa circondariale di Foggia. Ad ogni furto, la dispensa del carcere si impoveriva di derrate alimentari per un valore commerciale stimato tra i 500 ed i 1000 euro. foto 2-2-4

E’ quanto scoperto nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura di Foggia e messa a segno dalla squadra mobile, con la collaborazione della polizia penitenziaria, al termine della quale sono state eseguite cinque ordinanze di custodia cautelare, due delle quali spiccate nei confronti di due agenti della penitenziaria.

Per gli indagati, l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al furto e al peculato: si tratta, come già detto, di due assistenti capo della polizia penitenziaria, C.M. e G.M. di 52 e di 46 anni e del 57enne L.M., autista del furgoncino del forno a bordo del quale “viaggiava” la merce rubata. Tutti e tre hanno ottenuto gli arresti domiciliari, mentre in carcere sono rimasti i due detenuti addetti al servizio mensa e complici degli illeciti perpetrati: R.A.M., 40enne foggiano, ed il barese D.A.F. di 38 anni.

In 30 giorni di intercettazioni audio-video, gli inquirenti hanno accertato almeno 10 occasioni certe di reato ed hanno altresì scoperto la tecnica, tanto semplice quanto efficace, utilizzata per mettere a segno i furti: le derrate alimentari lasciavano la casa circondariale stipate nelle ceste del pane appena svuotate ed impilate una dentro l’altra. Lo spazio vuoto che si creava tra una cesta e l’altra veniva riempito da generi alimentari che per quantità e tipologia, spiegano gli inquirenti, potevano essere destinati, magari rivenduti, ad alcune pizzerie della città. foto 1-3-2

La sottrazione delle derrate alimentari avveniva con una tecnica ben rodata, particolare questo che ha permesso agli inquirenti di ipotizzare che tale illecito si perpetrasse da molto tempo. Per avere un’idea del danno economico subito in questi mesi dal carcere di Foggia, basta dire che fino a poco tempo fa le provviste del carcere non bastavano a soddisfare le esigenze dei detenuti. Adesso, invece, le scorte alimentari sono sufficienti, e ciò che avanza viene donato.

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