Ancora furti e devastazioni al mercato "Campagna Amica" della Coldiretti

I commercianti di via Luigi Pinto sono pronti a traslocare e non versare più la quota mensile a Coldiretti. Furti e devastazioni nella notte. Altri due gazebo hanno chiuso i battenti. Da 18 sono rimasti in 6

I segnali degli atti vandalici

Stando alle testimonianze raccolte di buon mattino, ad agire sarebbe un gruppo di bulli che, con arnesi di fortuna e per il puro gusto di vandalizzare, divelgono porte, sfondano saracinesche e mettono a soqquadro i gazebo, portando via conserve, frutta, verdura e prodotti caseari. Tutto ciò che trovano al loro passaggio. Ed è così che per il mercato Campagna Amica” della Coldiretti, nato solo un anno fa ed allocato in via Luigi Pinto, la vita, da un pò di tempo, si fa sempre più difficile.

La microcriminalità, quella spicciola, quella notturna, non risparmia neanche quelle piccole strutture in legno, dove non c’è nulla se non un bancone, un registratore di cassa ed i prodotti della terra. Foggiatoday ne aveva parlato qualche giorno fa. Ed anche questa mattina il piccolo mercato presentava i segni tangibili del passaggio distruttivo dei vandali. Ed anche oggi altri gazebo (altri due gazebo per la cronaca) hanno chiuso i battenti. Le aziende vanno via. Non aprono più. Dovrebbero accollarsi le spese di riparazione “perché – denunciano - dovrebbe farlo Coldiretti. Ma non succede quasi mai”.

Stando a quanto dichiarano i commercianti, Coldiretti riceverebbe da ognuno una quota mensile di 68euro. Che dovrebbe servire per pagare al Comune (proprietario dell’area mercatale) acqua, corrente e per poter contare su un adeguato servizio di vigilanza. Ma i vigilantes intervengono solo se scatta l’allarme. Ed i vandali hanno pensato bene di mettere fuori uso telecamere ed impianti di videosorveglianza tranciando di netto i fili. Peraltro, per come è strutturata, l’area mercatale è all’aperto, facile preda di ladri e malviventi. “Abbiamo chiesto più volte alla Coldiretti ed all’amministrazione comunale di spostarci. Niente. Siamo completamente abbandonati”. E così preferiscono mollare.

Si era partiti in 18 nella nuova iniziativa di vendita diretta dei prodotti locali. Di aziende, dopo l’ultima razzia, ne sono rimaste 6. Il numero cala di giorno in giorno. La lodevole iniziativa sta morendo, nell‘indifferenza generale. “Stiamo pensando di spostarci comunque da soli” denuncia Antonio Giuffreda che, con la moglie, espone ogni mattina sul suo bancone frutta e verdura fresche, conserve fatte in casa e farina. “Mi hanno rubato anche quella - dice - ma non è solo questione di furti, peraltro il valore economico di ciò che portano via è poca cosa. Ma di posti di lavoro. Io e mia moglie viviamo di questa azienda e di questi prodotti. Cosa facciamo se chiudiamo?” Ad Antonio hanno sfondato la porta e portato via anche il registratore di cassa che conteneva pochi spiccioli. “Così non si può lavorare, quando chiudiamo siamo costretti a portarci via tutto” scrolla il capo Daniele Alessandro, che vende derivati del latte.

Ma il problema non è solo dei gazebo Coldiretti. Anche gli altri venditori ambulanti, che con l’associazione agricola dividono l’area mercantile, sarebbero sotto attacco. I pochi “superstiti” chiedono risposte. Più sicurezza. E meno disinteresse. Anche alla stessa Coldiretti. “Dovrebbe essere il nostro portavoce” lamenta Alessandro, “ed invece si vede pochissimo da queste parti”.

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I sei commercianti stanno anche pensando di mettersi d’accordo per non versare più la quota mensile di 68euro. Come forma di protesta. Per provare ad alzare la voce. Sempre che qualcuno ascolti la flebile voce di soli sei commercianti.

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