Malavita sfrontata nel Foggiano (e in Puglia): nel mirino dei criminali gli agricoltori. Furti, sabotaggi, incendi e minacce

Confagricoltura e Coldiretti Puglia denunciano la situazione in cui sono costretti a lavorare gli agricoltori pugliesi, anche quelli di Foggia

Foto d'archivio

Furti a gogò, dai mezzi agricoli ai mandorli e ulivi appena piantati. La criminalità non dà scampo alle imprese agricole, che soltanto nell’ultimo anno hanno registrato danni per oltre 300 milioni di euro. Sono numeri assolutamente preoccupanti quelli che evidenzia Coldiretti Puglia: “Nei giorni scorsi in una notte sono sparite 170 piante di mandorlo a Grumo Appula, così come sono centinaia gli ulivi appena piantumati rubati nell’area tra Palo, Grumo e Bitonto – riferisce Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia – mentre a Gravina, Spinazzola, Poggiorsini, Altamura sono all’ordine del giorno i furti di mezzi agricoli, così come in provincia di Brindisi”.

Nel leccese, dove i furti di piante di ulivo sono ormai una costante, c’è chi ha deciso di pittare di rosso gli alberi per renderli distinguibili. E anche nel Foggiano la situazione è gravissima: “Siamo molto preoccupati per le condizioni di lavoro e di vita nelle aree rurali pugliesi, dove i nostri agricoltori vivono loro malgrado una quotidianità da far west, fatta di furti di prodotto, alberi, mezzi agricoli, racket e abigeato”, insiste il presidente Muraglia.

“In provincia di Foggia gli atti criminosi nelle campagne sono di gravità inaccettabile, dove si moltiplicano i fenomeni criminali con capitozzamento degli alberi, furti di prodotti agricoli e chilometri di fili di rame, sabotaggi ai danni di aziende agricole e cantine, smaltimento di rifiuti di ogni genere nei campi, poi bruciati, con un danno economico e ambientale incalcolabile”.

“Il fenomeno della micro e macro criminalità nelle aree rurali pugliesi è divenuto pressante e pericoloso per la stessa incolumità degli agricoltori – denuncia Coldiretti Puglia – e in questo scenario di strisciante diffusione dell’illegalità e clima di pericolosa incertezza, le aziende corrono il forte rischio di perdere competitività”.

Furti sistematici e organizzati: “Assistiamo alla ‘stagionalità delle attività criminose in campagna – denuncia ancora il presidente Muraglia – perché squadre ben organizzate rubano l’uva da tavola da agosto ad ottobre, le mandorle a settembre, le ciliegie a maggio, tagliano i ceppi dell’uva da vino a marzo/aprile, rubano le olive da ottobre a dicembre, gli ortaggi tutto l’anno, ma preferiscono i carciofi brindisini e gli asparagi foggiani, dimostrando che alla base dei furti ci sono specifiche richieste di prodotti redditizi perché molto apprezzati dai mercati, rubano gli ulivi monumentali perché qualcuno evidentemente li ricerca. I furti sono praticamente quotidiani – conclude Muraglia - tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde notturne e diurne e non possiamo permetterci che continui ad essere messa a repentaglio l’incolumità dei nostri produttori”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, il pensiero di Confagricoltura Puglia: “Gli imprenditori agricoli del foggiano stanno subendo una pressione senza precedenti da parte della criminalità organizzata che va fermata”, evidenzia il presidente Luca Lazzàro.

“Nonostante il notevole impegno della Prefettura e delle forze dell’ordine, le campagne di Foggia subiscono scorribande da Far West”, precisa Lazzàro. Il bilancio registrato dall’Organizzazione di categoria è preoccupante. Gli imprenditori agricoli subiscono sempre più furti e minacce. E, sebbene gli episodi che avvengono in città facciano più clamore, gli agricoltori foggiani sono quelli che pagano maggiormente questa recrudescenza della criminalità organizzata.

“La questione sicurezza va risolta sotto tutti i punti di vista, ma va affrontata anche la questione economica. Serve che le istituzioni diano la dovuta attenzione al Psr, i cui ritardi hanno rallentato gli investimenti e portato l’economia in uno stato di grave stagnazione con tendenze recessive”.

“Lo Stato nel suo complesso non può lasciare indietro Foggia, da parte nostra – sottolinea Lazzaro – siamo vicini alle nostre imprese e alla comunità. In più, mettendo a disposizione la nostra conoscenza del territorio, siamo pronti a dare il nostro contributo partecipando ai tavoli di contrasto del fenomeno”.

“La criminalità organizzata – conclude Lazzàro – non risparmia le organizzazioni di categoria, per questo chiediamo al signor Prefetto Raffaele Grassi grande attenzione nei confronti dei dirigenti Confagricoltura sul territorio foggiano, i quali tutti i giorni si adoperano nell’interesse degli agricoltori”.

Di recente il Consiglio Comunale di Foggia ha varato due ordini del giorno per contrastare il fenomeno criminale. “Un provvedimento – precisa dal suo canto il presidente provinciale di Confagricoltura Foggia, Filippo Schiavone – che non deve essere limitato all’area urbana”.

“Abbiamo apprezzato lo sforzo del Comune di sollecitare azioni sul territorio e la decisione di attuare interventi tecnici rapidi per assicurare il funzionamento e il ripristino dei sistemi di pubblica illuminazione urbana, nondimeno, ci aspettiamo che la stessa attenzione sia rivolta all’agro”, spiega Schiavone.

“Gli agricoltori foggiani subiscono minacce e, quotidianamente, furti di costosi macchinari agricoli o di semplice legna da ardere. Rubano di tutto, arrivano persino a trebbiare i campi di notte creando un forte danno alle imprese”. “Questi fenomeni – conclude il rappresentante provinciale di Confagricoltura – limitano gli investimenti e quindi la crescita dell’agricoltura del territorio foggiano, oggi un imprenditore ci pensa due volte prima di investire”.

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