Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Gli 'abusivi' del vaccino che hanno saltato la fila. Tra gli "sleali" anche minorenni, volontari dell'ultima ora e raccomandati

Inchiesta della Procura di Bari con i carabinieri del Nas. Ispezioni anche del Nirs della Regione Puglia. Tutte le anomalie. L'avvocato Antonio La Scala: "Non sono furbetti ma sleali"

Le indagini sui furbetti dei vaccini proseguono senza sosta. Sarebbero addirittura migliaia le posizioni al centro dell'inchiesta coordinata dal Pm Baldo Pisani della Procura di Bari che vede impegnati i Carabinieri dei Nas. Parallelamente vanno avanti le indagini del Nirs Nucleo Ispettivo della Regione. Sono chiamati a fare luce sulle anomalie, ormai non più presunte, riscontrate durante la campagna vaccinale in Puglia.

Le ispezioni si basano su elenchi e riscontri che per ora si fermano al 15 febbraio quando a usufruire del vaccino sarebbero dovuti essere medici, infermieri e tutto il personale socio sanitario, per poi passare agli ultraottantenni. I numeri delle Asl sono stati incrociati con quelli dell'Inps, per capire chi davvero avrebbe avuto diritto alla somministrazione del farmaco, Pfizer e Moderna, nella cosiddetta Fase 1.

Dalle ultime analisi sarebbe emerso anche che deicine di minorenni dai 14 ai 17 anni avrebbero ottenuto la dose del vaccino ancor prima dei ultraottantenni e delle persone fragili. "Non so come abbiano fatto, quel che certo è che non ne avevano assolutamente diritto" il commento del coordinatore, l'avvocato Antonio La Scala, all'Ansa, che bolla come "sleali" tutti quelli che hanno saltato la fila vaccinandosi senza averne diritto.

E non solo, dall'inchiesta sarebbero emerse anche iscrizioni alle associazioni di volontariato dell'ultim'ora, con il fine, si presume, di richiedere e ottenere il vaccino. Il riferimento è ad alcuni volontari del 118.

Sono in atto verifiche anche sugli elenchi degli operatori sanitari. il Nirs stringe il cerchio su coloro che avrebbero ottenuto il vaccino anticovid come operatori sanitari e socio-sanitari pur non appartenendo effettivamente alle categorie.

I casi anomali riguardano anche il numero esorbitante di vaccinati tra i nati dal '41 al '51 e situazioni particolari, come parenti di professionisti del campo medicale che sarebbero stati inseriti nelle liste per essere diventati d'improvviso assistenti di laboratorio.

Come si legge su Baritoday, "I riscontri vanno avanti, ma da una prima fase di verifiche alcuni elementi sembrano consolidarsi. Come appunto la divergenza tra il numero di coloro che sulla carta risultano vaccinati come personale sanitario e quella dei professionisti effettivamente appartenenti alle categorie in Puglia. Sulla base degli elenchi forniti dagli Ordini professionali, gli ispettori hanno provveduto a 'sfrondare' le liste, depennando coloro che effettivamente avevano diritto al vaccino. Anche se all'appello mancherebbero ancora alcuni elenchi, da una prima ricognizione resterebbero ancora fuori alcune migliaia di 'operatori sanitari': una differenza che sostanzialmente confermerebbe la presenza di 'abusivi', finiti nelle liste pur non avendone diritto".

Si prefigurerebbero reati che vanno dal concorso in abuso di ufficio a falsità in atto pubblico a dichiarazioni mendaci.

Qualche giorno fa l'avvocato La Scala aveva dichiarato che al 15 febbraio al Nirs risultavano vaccinati circa 130mila operatori della sanità su un totale di 190mila vaccinazioni effettuate. "Ma se consideriamo che i medici in Puglia si aggirano attorno ai 30mila, i 100 mila tra infermieri, operatori socio sanitari e tecnici di laboratorio, da dove saltano fuori. È evidente che si tratti di un numero anomalo, magari in Puglia avessimo questo rapporto così alto tra personale sanitario e popolazione. Senza considerare poi che circa il 20 per cento per scelta o altre ragioni tra questi non si sono vaccinati. Del resto i dati del governo parlano di quasi l'80 per cento di operatori sanitari vaccinati equivalenti a poco più di 110 mila: più di qualcosa non va".

Nel frattempo il consigliere regionale del PD, Fabiano Amati, insiste per chiedere l'elenco dei vaccinati con l'obiettivo di scovare i furbetti: "Mi è stato accolto il reclamo, ho presentato un sollecito e il dirigente che fa? Chiede il permesso agli organi d'indirizzo politico per compiere un atto di gestione, cioè rilasciarmi l'elenco. Una storia incredibile. Ma qual è la paura che nasconde quest'atteggiamento?

Il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione puntualizza: "Mi è stata recapitata per conoscenza una lettera rivolta alla segreteria generale della Giunta regionale per chiedere indicazioni e istruzioni, avvertendo che in caso di mancate indicazioni si procederà al rilascio degli elenchi. Assenza di indicazioni? C'è la legge, c'è la decisione su un reclamo, c'è il potere di gestione del dirigente. E dobbiamo aspettare indicazioni dall'organo d'indirizzo politico?".

"Questa storia - sottolinea Amati - sta assumendo contorni surreali, con una pericolosa sovrapposizione tra le funzioni di gestione e quelle d'indirizzo politico, che francamente non si addicono alle norme, alla logica, al buon senso e pure al nostro sistema costituzionale. Spero di poter avere al più presto l'elenco dei vaccinati, al fine di effettuare il mio dovere di controllo, evitando - conclude - questi improduttivi e dolorosi confronti tra persone operanti per la stessa pubblica amministrazione".

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