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Controlli massicci a San Severo. 'Batterie', assembramenti e minacce inquietanti a Miglio: "Non lasciate soli i sindaci"

Batteria di fuochi non autorizzata e assembramento nel quartiere Luisa Fantasia di San Severo. Minacce al sindaco Francesco Miglio da parte di Antonio Russi, figlio di Michele, ucciso nel novembre 2016. Le indagini e la solidarietà all'indirizzo del sindaco

Sono in corso accertamenti da parte delle forze di polizia per ricostruire i fatti ed individuare i responsabili della 'batteria alla sanseverese' eseguita nel quartiere denominato Texas senza alcuna autorizzazione e senza l'adozione di alcuna misura di sicurezza per i partecipanti, oltre duecento persone, la maggior parte senza dispositivi di protezione, nonché in spregio ai divieti di assembramento previsti dalle vigenti disposizioni. 

Nel frattempo, a seguito della riunione del coordinamento provinciale delle forze di polizia, il prefetto di Foggia Raffaele Grassi ha disposto l'intensificazione dei servizi interforze di controllo nella città dell'Alto Tavoliere. A confermarlo all'Adnkronos è stato il sindaco Francesco Miglio, oggetto, nel pomeriggio di ieri, di pesanti accuse e gravissime minacce da parte di Antonio Russi, figlio di Michele assassinato nel novembre 2018 mentre era dal barbiere.

"L'indagine si concentrerà su chi ha trasportato il materiale pirico e chi lo ha impiantato". Accanto all'attività di indagine - ha dichiarato Miglio all'agenzia di stampa. Ci sarà un controllo massiccio sul territorio e mirato sul quartiere incriminato.

Successivamente all'incontro in Prefettura di ieri mattina, l'attenzione degli inquirenti si è spostata sulle dichiarazioni rilasciate da Antonio Russi in una diretta Facebook, che oltre ad aver escluso categoricamente che i fuochi fossero dedicati alla memoria di suo padre, si è scagliato contro Francesco Miglio, insultandolo e minacciandolo. 

"A nome personale e dell'intera amministrazione comunale di Foggia giungano al primo cittadino di San Severo, Francesco Miglio, la nostra solidarietà a seguito delle minacce ricevute sui social network dal figlio di uno noto esponente della criminalità organizzata dell'alto Tavoliere. Termini gravi e ingiuriosi, peraltro giunti dopo una manifestazione pirotecnica non autorizzata che ha messo a rischio la salute di alcuni cittadini". Così il sindaco di Foggia Franco Landella in merito alle gravissime e inquietanti minacce via Facebook di Antonio Russi, figlio di Michele, ucciso nel novembra 2018, all'indirizzo del primo cittadino di San Severo. 

"In questo particolare momento i sindaci non vanno lasciati soli perché non possono trasformarsi in controllori di ogni singola zona in cui c'è il rischio di assembramento. Ecco perché il contenimento della diffusione del Coronavirus può avvenire solo se c'è buon senso e responsabilità da parte di tutti. Le minacce agli amministratori che giungono periodicamente non fermeranno il duro lavoro che in questi giorni tanti sindaci sono chiamati a svolgere per cercare di tutelare le proprie comunità da un nemico invisibile che non può e non deve essere sottovalutato" ha aggiunto Landella.

Solidarietà all'indirizzo di Miglio è stata espressa anche dalla segretaria provinciale del Partito Democratico di Foggia, Lia Azzarone: “Il sindaco di San Severo sta combattendo una battaglia per tutte le persone per bene. E tutte le persone per bene sono con lui, condividendo l’idea che una comunità è più bella, civile e prospera, se si libera della violenza fisica e verbale di ogni tipo"

Non si è fatta attendere nemmeno la risposta a due dell'on. Carla Giuliano di San Severo e del presidente della commissione Antimafia della Regione Puglia Rosa Barone: “La devozione e le tradizioni vanno tenute ben distinte da iniziative che nulla hanno a che fare con la fede e appaiono piuttosto sfrontate sfide lanciate allo Stato in spregio della legalità da un manipolo di delinquenti”.

In ordine alle minacce ricevute da Miglio, "chi pensa di poter condizionare le Istituzioni con pubblici avvisi e minacce, non ha compreso che lo Stato è presente sul nostro territorio e proseguirà senza indugio la propria attività di controllo e repressione di ogni fenomeno delinquenziale. Pertanto esterniamo la nostra più ampia solidarietà e disponibilità personale ed istituzionale al sindaco di San Severo, il quale non sarà lasciato solo a fronteggiare tali soggetti”.

Giuliano e Barone hanno concluso: “La lotta alla mafia ed ai fenomeni malavitosi in generale non devono avere colori politici ma unirci tutti in un unico fronte comune e granitico”

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