Cronaca

Lacrime e applausi per Francesco e Pia, i ragazzi morti annegati in Salento: l'ultimo saluto di Cerignola a due persone speciali

Ieri pomeriggio nella chiesa Cristo Re di Cerignola si sono svolti i funerali di Francesco Rosario Mancino e Pia Patruno, il 29enne e il 27enne di Cerignola, morti annegati nelle acque di Baia dei Turchi ad Otranto

Una pioggia di applausi accompagnata dal volo di palloncini bianchi in cielo all’uscita dei feretri, in un’atmosfera surreale schiacciata dal dolore per la tragedia immane che ha fatto piangere Cerignola.

Così ieri pomeriggio la comunità ofantina, nella chiesa Cristo Re, ha dato l’ultimo saluto a Rosario Francesco Mancino e Pia Patruno, il 29enne e la 27enne, morti annegati nel mare di Otranto, probabilmente nel tentativo del primo di salvare la vita all’amica. E’ quanto avrebbero riferito alcuni testimoni.

Erano due ragazzi speciali, ben voluti e generosi. Lo confermano i tantissimi messaggi di cordoglio-ricordo apparsi sui social in questi giorni

Le due giovani vittime, giunti in Salento per trascorrere le vacanze con altri sette amici, alloggiavano presso un villaggio situato sulla litoranea dei Laghi Alimini. Alcuni di loro avevano deciso di trascorrere la mattinata nella suggestiva località. Purtroppo, però, qualcosa è andato storto. 

A lanciare l'allarme ai carabinieri di Otranto, intorno alle 11.30, sono stati alcuni turisti che hanno segnalato la presenza di due corpi senza vita galleggiare in mare.

Pia Patruno era socia dell’associazione di promozione sociale OltreBabele: “Mai avremmo voluto scrivere queste parole a cui la triste realtà oggi ci costringe. Pia da diversi anni aveva deciso d'impegnarsi nella nostra realtà associativa. Lo ha fatto con la discrezione, il garbo e la generosità che l'hanno sempre contraddistinta. Non ci sono altre certezze in questo momento, se non quella che il nostro sforzo per la nostra città e ogni singola iniziativa che porteremo avanti, da oggi, saranno alimentati dal suo dolce ricordo e dal suo inestimabile esempio”

Francesco era un atleta e gareggiava con la maglia dell’associazione podistica Santo Stefano: “Era una persona dal cuore d'oro e un grande atleta. Sarai per sempre il nostro diamante, buon viaggio, ci mancherai e non ti dimenticheremo mai”.

Durante l’omelia il vescovo mons. Luigi Renna li ha descritti come due ragazzi sani, belli e speciali. La bara di Rosario era avvolta da una maglia del Milan, la sua squadra del cuore (le immagini video di Marchiodoc).

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