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Lutto cittadino e bandiere a mezz'asta per Antonio, il ragazzo disabile morto tragicamente in un incendio

Domani a San Giovanni Rotondo i funerali di Antonio Mangiacotti. Il sindaco Cascavilla invita la cittadinanza a sospendere le attività e torna a chiedere il presidio fisso dei vigili del fuoco

Si svolgeranno domani pomeriggio nella Chiesa Matrice di San Giovanni Rotondo i funerali di Antonio Mangiacotti, il ragazzo diversamente abile morto tragicamente lo scorso 11 dicembre sorpreso da un incendio scoppiato all'interno dell'appartamento di via Placentino.

Il sindaco Costanzo Cascavilla ha proclamato il lutto cittadino, un minuto di raccoglimento negli uffici comunali e la esposizione della bandiera a mezz'asta durante lo svolgimento delle esequie. Anche la città è stata invitata a sospendere tutte le attività in segno di vicinanza e cordoglio, ad eccezione di quelle obbligatorie e indispensabili.

La tragedia ha portato alla ribalta il tema di una stazione permanente dei vigili del fuoco in città, la cui richiesta era stata consegnata il 21 settembre scorso al Premier Giuseppe Conte dal primo cittadino, che lo ha sottolineato durante l’incontro svoltosi questa mattina in Comune con tecnici e rappresentanti delle organizzazioni sindacali di settore.

Oltre al sindaco, all’incontro erano presenti, Serafino Vassalli, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, e una delegazione della Cisl, composta dal segretario confederale, Leonardo Piacquaddio, dal segretario generale Fns-Cisl, Carmine Miraballo, dal responsabile Cisl di San Giovanni Rotondo, Luigi Bocci, dai componenti della segreteria foggiana della Fns-Cisl, Pasquale Rizzi e Antonio Patella. All’incontro era presente anche Antonio La Gatta, presidente dell’associazione Museo storico dei Vigili del Fuoco.

La riunione è stata convocata per discutere sulla necessità dell’istituzione di un presidio permanente dei Vigili del Fuoco, già portata all’attenzione delle autorità preposte nel 2012, tenendo conto delle peculiarità che contraddistinguono la città di San Giovanni Rotondo, sia da un punto di vista dell’affluenza di persone (pellegrini, utenza ospedaliera) sia per le difficoltà infrastrutturali e orografiche del territorio. La delegazione Cisl ha ribadito che è necessario considerare l’agro sangiovannese quale “ambito strutturale di protezione civile”, indirizzato non solo alla città di San Giovanni Rotondo, ma anche per i comuni limitrofi, in modo da organizzare strutture operative in grado di ridurre la pericolosità di un evento, diminuendo la probabilità di accadimento o attenuandone l’impatto e le conseguenze per la popolazione..

Al termine della riunione è stato concordato un aggiornamento a breve per discutere ulteriori dettagli per strutturare una proposta più incisiva, in concerto con il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e con le organizzazioni sindacali del settore. A riguardo il sindaco ha evidenziato la volontà dell’Amministrazione comunale di ampliare la partecipazione anche ai sindaci dei comuni limitrofi per garantire massima visibilità al territorio considerato, che conta quasi 60mila abitanti per una estensione di oltre 800 chilometri quadrati.

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